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“La Favola della Fretta e della Memoria… per non dimenticare”

L'iniziativa della Fondazione Ferramonti per l'Amicizia tra i Popoli e da Italia Nostra Litorale Romano in occasione della Giornata della Memoria

Fiumicino – Una narrazione dedicata ai bambini della scuola primaria, per cominciare ad avvicinare i più piccoli alla conoscenza dei pericolosi percorsi che hanno portato allo sterminio pianificato degli ebrei e a tutti i crimini del nazifascismo: la Favola della Fretta e della Memoria di Nadia Capogreco è stata al centro della giornata didattica voluta dalla Fondazione Ferramonti per l’Amicizia tra i Popoli e da Italia Nostra Litorale Romano, giornata che si è svolta alla Scuola “Erminio Carlini” di Passoscuro (Fiumicino), il 25 gennaio 2021, nell’ambito delle iniziative dell’Istituto Comprensivo Fregene/Passoscuro per il Giorno della Memoria.

La Favola della Fretta e della Memoria, scritta dall’Autrice nel 2005 per l’Istituto Piemontese di Storia della Resistenza come contributo di studio sulla didattica della Shoah nell’infanzia e pubblicata in volumetto nel 2008 dalla Fondazione Ferramonti col Patrocinio del Ministero dell’Educazione, narra di un mondo in cui la disattenzione, la fretta, la superficialità consentono la crescita e la diffusione della piante malvage della Cattiveria e del Razzismo. Piante che si mascherano agli occhi degli esseri umani, che li ingannano, e poi li distruggono. Nadia Capogreco esprime in questo lavoro l’essenza dei suoi studi e delle sue ricerche nel campo della pedagogia e della semiologia, dimostrando che si possono porgere ai bambini anche i contenuti più crudi e angoscianti, purché avvolti nella metafora; e soprattutto che la traccia da seguire riguarda l’osservazione sui comportamenti propri e degli altri, a caccia di quei “semi cattivi” apparentemente insignificanti che porteranno, se trascurati, all’esplosione di violenza e di guerre.

A partire dalla lettura di queste pagine, le insegnanti Stefania Bragaglia, Tiziana Cundari e Michela Cisternino hanno guidato gli allievi di una prima e di una quinta elementare (la I° A e la V° A) nell’indagine sulle relazioni che essi stessi affrontano a scuola e più in generale con gli altri, con le persone di ogni età, di ogni provenienza sociale, religiosa, etnica. Molto partecipata la risposta degli allievi: “siamo tutti sotto lo stesso cielo” ragiona Lorena della V°, mentre i più piccoli propongono nei loro disegni multicolori tante forme di collaborazione e di aiuto reciproco, a dimostrare che basta poco per vivere felici e in pace.

“Pillole di saggezza” definisce questi contributi Carlo Spartaco Capogreco, professore di Storia Contemporanea all’Università della Calabria, formule sincere e sintetiche molto più significative di tanti discorsi aridi e retorici confezionati ad hoc per il Giorno della Memoria, mentre tra i giovani continua a diffondersi l’ignoranza dei tragici eventi che hanno segnato il Novecento.

Per Donatella Muià, docente e responsabile della didattica della Fondazione Ferramonti, intervenuta in collegamento da Cosenza in rappresentanza della fondazione, l’accettazione degli altri e dell’altro – centrata dai disegni di più piccoli – è il primo tassello di un percorso di consapevolezza, basato su un lessico che raccoglie termini come “responsabilità, inclusione, diritti e doveri”.

La scuola “Erminio Carlini” da anni è impegnata in una didattica della responsabilità, a partire dalle azioni di cura nel bellissimo territorio che circonda Passoscuro, la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Anna Longo di Italia Nostra ha ricordato le azioni di pulizia delle spiagge, e in particolare le campagna condotta nell’ambito dei progetti Life dell’Unione Europea a difesa della biodiversità. Nel marzo 2017 e poi un anno dopo, sotto la guida degli esperti della Regione Lazio, gli alunni hanno svolto una operazione di sradicamento delle piante infestanti di carpobrotus, nocive perché distruggono la vegetazione autoctona.

Ancora una volta sono loro, i bambini e i ragazzi con i loro insegnanti più motivati, a indicarci la via da seguire, ben delineata dalla Favola della Fretta e della Memoria: per combattere l’odio, il razzismo, le discriminazioni, la dittatura, strappiamo le piante malvage; e – come dice Manuel – coltiviamo gli alberi della felicità.

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