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Stoccaggio illecito di rifiuti: maxi sequestro ad Ardea foto

Sigilli a un'azienda che operava senza autorizzazioni: la Polizia Locale mette i sigilli a un'area di oltre 11mila metri quadri

Ardea – La Polizia Locale di Ardea ha proceduto al sequestro preventivo di tre capannoni industriali di oltre 3.500 mq nonché dell’area di oltre 8.000 metri quadri ove gli stessi sono posizionati per l’illecito stoccaggio di rifiuti. A finire sotto sequestro l’area di stoccaggio di una società attenzionata; i caschi bianchi rutuli hanno messo i sigilli al terreno adiacente l’azienda, dove sono presenti i macchinari per la lavorazione della carta da macero che la trasforma in materia riciclabile.

Lo stabilimento oggetto di ispezione da parte della Polizia Locale è stato oggetto anche di esposti i cui dati sono stati incrociai con altre attività di controllo, e la predetta attività è risultata autorizzata dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, ma non per l’area in cui sono risultati realmente stoccati i materiali in questione, bensì in un’area adiacente priva di autorizzazione.

Non solo: per l’attività era stato rilasciato un Certificato di Prevenzione Incendio di un deposito notevolmente inferiore a quello accertato e cioè di soli 700 mq, fatto questo che ha portato gli uomini della locale all’emissione del sequestro operato non solo quindi per l’assenza sul sito di autorizzazione ma anche per motivi di sicurezza legati al rischio incendio a causa delle ingenti balle di materiale accatastate nell’area e nei capannoni sequestrati.

Continua invece normalmente la lavorazione nell’impianto di trattamento rifiuti. A essere contestata all’azienda è la quantità di rifiuti accatastati, che appare esclusa dall’autorizzazione della Provincia per la parte di stoccaggio ivi presente. La Polizia Locale ha quindi messo i sigilli lunedì scorso nell’area adiacente l’impianto di produzione, dove erano stoccati carta e legno.

I rilievi preliminari sono stati effettuati con l’ausilio delle aerografie presenti su Google Maps, che dall’alto hanno dato una prima conferma visiva ai dubbi dei Caschi Bianchi. Così è stato apposto il nastro rosso e bianco, e l’area è stata interdetta. La zona dove si trovano i rifiuti è stata già colpita da un devastante incendio del 2018, e l’attività posta in essere è stata proprio eseguita in via precauzionale all’eventuale pericolo rappresentato sul territorio di Ardea, colpito nel recente passato, da episodi che hanno fatto tornare in mente il pericolo inquinamento più volte sfiorato con gli incedi dei diversi stabilimenti sul territorio, come quello della Eco X.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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