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“No al nuovo Ponte della Scafa: è una ‘gabbia’ di cemento per gli scavi di Ostia Antica” foto

La denuncia dell'associazione Amici Lungomare di Roma: "Serve una riflessione seria su questo argomento, prima che sia troppo tardi"

“Nell’apprezzare gli intenti lodevoli e condivisibili che il Comitato SaiFo ha espresso (leggi qui) siamo costretti a sottolineare che l’intento di ‘valorizzare e proporre tutte le ricchezze archeologiche tra Ostia e Fiumicino’ verrà con certezza frustrato e fortemente condizionato dalla costruzione dell’ormai famigerato Nuovo Ponte della Scafa, previsto con dimensioni, apparati ed altezze assolutamente sproporzionati e fuori scala (migliaia di metri quadrati di territorio pregiato sprecati per grandi rampe e accessi; altezza del ponte di quasi 20 metri; strutture del medesimo così massicce ed ingombranti da costituire una vera e propria barriera cementizia tra gli scavi e il mare; nonché una violenza paesaggistica inaudita)”.

E’ quanto si legge in una lettera a firma dell‘architetto Bruno Spinozzi, coordinatore dell’Associazione amici lungomare Roma, che aggiunge: “Dalla suddetta comunicazione apprendiamo che il Parco Archeologico di Ostia Antica lamenta ‘problemi di personale e di risorse che rallentano la valorizzazione dei tesori archeologici che il direttore e i funzionari vorrebbero’ Meraviglia che la Sovrintendenza Archeologica non lamenti anche la totale mancanza di sensibilità ambientale e paesaggistica, mancanza che Essa ha più volte dimostrato proprio in relazione al Nuovo Ponte: una prima volta chiedendo che il progetto iniziale – con altezza 7 metri dall’ argine del fiume – fosse modificato rialzando l’arcata in modo da non tagliare la visuale del corpo della Torre Boacciana; la seconda approvando il nuovo progetto che prevede l’orrenda barriera sopra descritta.

E pensare che sin dal lontano 1959 ci si era preoccupati di salvaguardare queste stesse aree da interventi che potessero ‘alterare le condizioni di ambiente e decoro del complesso del Parco Archeologico di cui è ben nota l’importanza storica e archeologica’ (Decreto. Ministro Segretario di Stato Pubblica Istruzione n.46390 del 7/03/1959).

E’ mai possibile che oggi proprio chi detiene la responsabilità di preservare l’inestimabile eredità custodita nel nostro territorio, manchi sino a tal punto di lungimiranza e di senso delle proporzioni? Che accetti di ingabbiare per sempre con un orizzonte di cemento la sua perla – Ostia Antica – e di sprecare e sporcare il territorio che la circonda? Altro che salvaguardia, altro che turismo e posti di lavoro……stiamo buttando via tutte le nostre ricchezze in cambio di niente.

Quando un ponte di altezza ragionevole (come del resto era quello originariamente previsto) sarebbe ugualmente (e più) funzionale; meno invadente; meno costoso. Questa associazione reclama una riflessione seria su questo argomento, prima che sia troppo tardi. Tutti noi dobbiamo farla; e ancor più la deve fare la Soprintendenza Parco Archeologica di Ostia Antica insieme alla Direzione generale Archeologia Belle Arti Paesaggio Roma a cui spetta la competenza ambientale”.

(Il Faro online)