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Inno e bandiera a Tokyo, l’Italia Team esulta: “Mai senza il Tricolore!”

Gli atleti della Nazionale azzurra e di tutte le discipline sportive commentano con sollievo l’approvazione del ‘decreto cio’

Roma - Mentre la politica decideva e faceva intravedere scenari apocalittici, loro soffrivano. Ma speravano che alla fine, tutto sarebbe andato bene. Gli atleti azzurri, affezionatissimi al Tricolore e quella bandiera italiana che stringono forte al petto quando vincono e quando salgono sul podio, non sarebbero stati d’accordo. Anche Malagò lo ha detto in conferenza stampa.

Nell’incontro con i giornalisti organizzato nel pomeriggio del 26 gennaio, a qualche ora dall’approvazione del ‘decreto Cio’ da parte del Governo, il Presidente del Coni lo ha dichiarato apertamente: “Gli atleti erano pronti a qualsiasi iniziativa di protesta”. Non si può gareggiare senza identità nazionale e quelle sanzioni erano già in programma. Un foglio probabilmente, un elenco di provvedimenti contro l’Italia che il Cio avrebbe intrapreso. L’articolo 27 della Carta Olimpica indica che ogni comitato olimpico internazionale deve essere indipendente dalla politica. La creazione di Sport e Salute nel 2019 e lo ‘svuotamento’ della gestione economica e amministrativa  del Coni nei confronti  dello sport italiano sono state le cause del contenzioso. E loro sempre là. Ad ascoltare parole, a riflettere e a far salire il timore. Le immagini più belle di una vittoria sul podio per l’Italia Team sono tutte racchiuse nel Tricolore. Sul petto, sulla cuffietta, sulla divisa da corsa, sul caschetto di gara. Ogni campione, ogni campionessa sono orgogliosi di poter portare nel mondo i colori della propria Nazione. E soprattutto  adesso. Adesso che la loro Italia sta soffrendo e il loro sport di base è chiuso, fuori gli impianti deserti. Ci credevano gli atleti.

Simone Venier lo aveva scritto sulla sua pagina ufficiale Instagram: “Se mancasse la nostra bandiera – aveva riportato sui social il campione olimpico di canottaggiomancherebbe la nostra stella polare”. Chiarissimo l’atleta azzurro. Conosce il valore della bandiera e di quella vittoria dolcissima ed emozionatissima che arriva con l’Italia  sulle spalle. Con l’Italia a cingere petto e cuore. Anche Federica Pellegrini sperava che alla fine la situazione si stabilizzasse. Sulle stories di Instagram la Divina campionessa olimpica dei 200 metri stile libero a Pechino aveva riportato alcune parole dell’inno senza ‘Italia’. Non poteva suonare bene. E allora ecco la svolta. Il sogno continua. La speranza di vincere alle prossime Olimpiadi si rafforza, grazie a quei colori identificativi.

 

 

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E l’Italia Team festeggia, esprimendo la sua gioia più grande. Ed esibendo sui social l’immenso amore che ciascuno atleta prova per quel Tricolore. Antonella Palmisano: “Si ci saremo” scrive la marciatrice azzurra bronzo mondiale ed europeo con lo speciale sottofondo dell'inno italiano, la stessa Federica Pellegrini riporta la notizia di Eurosport. Il Governo ha approvato la legge e il Coni ha riacquistato la sua autonomia. Scampate la sanzioni del Cio. Un Cio felice, nelle parole  del suo presidente Thomas Bach.

 

 

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Anche Frank Chamizo su Instagram è immortalato in una bellissima foto di una bandiera italiana che per due volte lo ha visto trionfare ai Mondiali e quattro volte agli Europei di lotta. Simone Marino campione europeo di karate nella primavera del 2017 riporta la stessa foto di Eurosport. Probabilmente un passaparola tra gli azzurri. In questo modo approvando la splendida notizia giunta da Palazzo Chigi. Matteo Marconcini, argento mondiale, è orgoglioso in una bellissima immagine di se stesso sulle stories della Fijlkam. Una immagine che racchiude pienamente quell’orgoglio azzurro che ogni atleta sente. Appartenente ai Gruppi Sportivi Militari, massimo simbolo nazionale, e atleta della Nazionale e simbolo dei Carabinieri. Nel judo Matteo è uno dei migliori. Uno dei simboli sui tatami internazionali: “Impossibile vincere o perdere senza la nostra bandiera”. Le sue parole descrivono il suo stato  d’animo. Un messaggio lanciato al mondo. Come hanno fatto anche tantissimi altri atleti. Pietro Ruta, 4 argenti ai Mondiali e fresco campione europeo di canottaggio nel due di coppia scrive sulle stories di Instragram: “Habemus bandiera e inno!”. Con un cuoricino azzurro, che descrive un mondo  intero che i campioni azzurri vivono. Il blu della divisa è il massimo. L’aspirazione più alta. Portare anche il Tricolore alle Olimpiadi lo è. E la Pellegrini pluricampionessa mondiale, europea e con il sogno di vincere anche a Tokyo, lo sa bene: “Non levateci mai il nostro tricolore dal petto”. E la foto che pubblica è proprio quella di Rio 2016. C’è lei a sfilare in cima all’Italia Team con la sua bandiera tricolore. Elia Viviani, campione olimpico di ciclismo, scrive su Twitter: “A Tokyo, tutto questo ci sarà”. E c’è lui a gioire in pista con la bandiera dell’Italia tra le mani. Sognando forse podi importanti da conquistare tra sette mesi.  Dal pugilato Vincenzo Mangiacapre, bronzo olimpico a Londra 2012, riporta sui social: “Il nostro tricolore sempre con noi. E a Tokyo con il nostro e unico inno..”.

E’ stato alto il rischio e anche se l’autonomia del Coni è salva e c’è ancora qualche correzione burocratica da fare, il più è stato risolto. L’Italia Team può tornare a sognare. A vedersi sul podio olimpico. E là c’è la bandiera a sventolare. L’orgoglio di ogni italiano.

(Il Faro online)