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Malagò sulla crisi dello sport e sul vaccino: “Per gli atleti deciderà il Governo”

Il Presidente del Coni spazzia in molteplici argomenti, messi sul piatto in queste settimane difficili. La ripartenza dello sport e le Olimpiadi di Tokyo

Roma – Aspettando che gli impianti italiani riaprano e possa tirare un sospiro di sollievo la base della pratica sportiva, il mondo olimpico rinasce  grazie all’approvazione del ‘decreto Cio’. Ne parla il presidente del Coni Giovanni Malagò e non solo di questo. Lo fa nelle pagine del quotidiano La Repubblica, analizzando a 360 gradi il momento dello sport italiano.

Dalle vaccinazioni, alle prossime Olimpiadi. Parlando anche di Milano Cortina e dei costi di organizzazione che sono lievitati. Smentisce e chiarisce Malagò. E sottolinea il fatto che il Cio punti dritto ai Giochi di Tokyo. Parla anche di Federica Pellegrini, che potrebbe bissare l’oro olimpico, nell’ultima Olimpiade della carriera.

Alcuni Paesi stanno già vaccinando i loro atleti. L’Australia lo sta facendo e anche l’Ungheria, insieme a Israele. E l’Italia? Il Presidente del Coni lascia la scelta alla politica: “Non lo chiederemo mai e non lo vogliamo. Una persona anziana ha il sacrosanto diritto di essere vaccinata prima di un atleta di vent’anni”. Sarebbe elevatissimo il numero dei vaccini per il Coni. Gli atleti con il pass olimpico sono oltre 300 e saliranno ancora. Insieme a loro c’è da aggiungere tecnici, delegazioni. Tuttavia, il mondo sportivo rientrerebbe nel piano vaccinale previsto dal Governo ovviamente e tra sette mesi le dosi dovrebbero essere a disposizione dello sport. Come lo saranno per l’intero Paese Italia. Prosegue Malagò: “Ma forse una persona anziana può stare qualche giorno in più a casa senza uscire. L’atleta è obbligato a muoversi: non va a fare assembramenti, passa da aeroporti, spogliatoi, competizioni, contatti, per difendere la bandiera dell’Italia. La valutazione non deve farla lo sport ma la politica. Ci sono molti Paesi in cui già sappiamo che i nazionali sono in fase di vaccinazione”.

Una scelta però il Coni dovrà farla. E’ quella del Portabandiera a Tokyo. Chi sarà? Secondo Malagò i portacolori azzurri potrebbero essere anche due. E tra poco dovrà avvenire anche la consegna da parte di Mattarella, di quel Tricolore agognato e sognato tanto in queste settimane, contrapposto all’incubo delle  sanzioni del Cio. Tutto a posto la questione. E allora ecco il pensiero sul Portabandiera. Ma si svolgeranno le Olimpiadi. Malagò risponde: “Al 100% non ci sono le condizioni tecniche affinché avvenga un rinvio”. I Giochi sono anche una grande promozione per la pratica sportiva. Per quella pratica oggi ferma, a causa della pandemia: “Tanti hanno mollatodice Malagòin un anno abbiamo perso il 50% dei tesserati”. Una situazione incredibile solo due  anni fa. Eppure i dati lo dicono. “Quando ripartiremo una parte li recupereremo, ma una parte no”. Allora bisogna puntare tutto sullo sport e sugli atleti, da sempre i  grandi promotori della pratica, nei confronti dei giovani: “.. l’Olimpiade è un ottimo spot per togliere i ragazzi dai computer e dai videogiochi. Convincerli a tornare ad allenarsi..”.

E uno dei simboli dello sport italiano che può riportare i giovani nelle piscine, in quelle piscine chiuse e sofferenti, è sicuramente lei. La Divina. Federica Pellegrini volerà a Tokyo per firmare un altro successo. Almeno così sperano i suoi tantissimi tifosi e gli appassionati di nuoto. Secondo Malagò Federica può farcela ancora. Potrà vincere e scrivere definitivamente la storia olimpica del nuoto. E la storia olimpica sembra poter proseguire per l’Italia: “Ha vinto l’Italia, ha vinto lo sport – ha spiegato il Presidente del Coni, – le nostre richieste erano superiori ma prendiamo atto di quanto deciso. La nostra richiesta di creare Coni Spa come veicolo privatistico non solo non era sbagliata, ma doverosa”. Grazie al provvedimento governativo, che dovrà ora essere approfondito e approvato dal Parlamento torna l’autonomia pretesa dal Cio. Dopo la firma di Mattarella sul decreto, esso è già in Gazzetta Ufficiale. Tra 60 giorni sarà ‘legge definitiva’, ma le Camere dovranno dichiararsi. E sembra che l’autonomia del Coni sarà confermata. Dovranno essere affrontati anche alcuni cavilli amministrativi e gestionali: sono 45 i milioni che il Coni riceverà come contributo annuale. 5 in più rispetto alla prima bozza di legge. E poi il personale. Per ora il decreto prevede che siano ‘solo’ 145 le persone alle dipendenze del Coni e ciò riveste un problema della fase di passaggio tra Sport e Salute e Coni.

I Giochi Invernali di Milano Cortina 2026 proseguono. Sono lievitati i costi degli impianti. Malagò chiarisce che l’80 % delle strutture regionali sono esistenti. Si dovrà solo aggiungerne  degli altri, come indica il dossier. Un  dossier unico e perfetto. Il migliore. Lo sottolinea il Presidente del Coni.

Si rimette allora in moto il mondo olimpico dello sport. E il Tricolore stavolta sventolerà sul futuro e sui molteplici progetti in corso verso il futuro. Ma dovrà ripartire lo sport di base. Lo  chiedono i gestori allo stremo. Lo chiedono i praticanti. Un’altra sfida da vincere in questi difficili anni 2020/2021.

(Il Faro online)