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Ecco “Soft City”, il progetto per riqualificare la stazione di Parco Leonardo

Il presidente del comitato di quartiere: "Riqualificare un’area non vuol dire solo rimetterla in ordine, ma darle un nuovo valore"

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Fiumicino – Il Comitato Parco Leonardo firma il progetto “Leonardo Soft City”, in collaborazione con il Centro Leonardo, investendo nella riqualificazione della stazione ferroviaria di Fiumicino a Parco Leonardo.

Il presidente Antonio Canto ed il direttore Gianpiero Campoli hanno siglato un accordo per un’iniziativa importante nel quartiere. “Avevamo gettato le basi – spiega Canto – per una ricostruzione comune con interventi di riqualificazione; il Covid ha rallentato tutto, ma non abbiamo mollato. Tutti i membri del Comitato si sono adoperati per questo lavoro corale”.

“Inizieremo da uno dei luoghi simbolo di una città, la stazione, crocevia per la mobilità. A maggior ragione per Parco Leonardo, è l’occasione di migliorare un quadrante importante della zona, tutto a vantaggio dei residenti. Da lì seguirà un’ulteriore iniziativa sulla raccolta e riciclo della plastica incentivando la mobilità e la sostenibilità ambientale. Da sempre crediamo che il nostro quartiere sia l’embrione per un nuovo modo di vivere gli spazi urbani. Faremo tutto ciò che è possibile per migliorarlo”.

“E’ un progetto in più fasi che non si limiterà solo nella messa a dimora di piante, alberi, l’installazione di nuove panchine o il ripristino degli ascensori. E’ qualcosa di più. E’ un’idea in cui credo, un futuro verosimile di rinascita attraverso un processo simbolico veicolato dalle persone che lo abitano. Convogliare la buona volontà dei cittadini e la responsabilità sociale d’impresa delle grandi aziende corporate è il primo passo per immaginare di investire risorse sul territorio ed adiuvare nuove sinergie, dando un messaggio forte e di speranza nel futuro del quartiere e della città di Fiumicino”, continua.

“Ci sono tanti quadranti dove è necessario intervenire, tante associazioni che si adoperano ed è fondamentale non disperdere le energie, collaborare tutti insieme per riappropriarci del territorio. Riqualificare un’area non vuol dire solo rimetterla in ordine, ma dare un nuovo valore, ricostruire una visione. Un giorno ho pensato che ci fosse bisogno di dare una mano concreta al quartiere dove vivo, poi di esportare questo modello in altre località ed infine ho deciso di creare una piattaforma che desse un aiuto concreto ai cittadini. Assieme a Simone Funghi, amico e professionista della finanza, abbiamo ideato un hub che propone di valorizzare le aziende del territorio e le necessità di sviluppo urbano, coordinando associazioni e comitati cittadini attraverso progetti di utilità sociale nel campo della cultura, dell’ambiente e della mobilità sostenibile. Anche se in fase embrionale tutto procede nel migliore dei modi”.

“Sono convinto che Fiumicino debba avere una rete integrata di aziende ed associazioni per un ecosistema sociale, sostenibile e turistico. Innovare vuol dire essere lungimiranti, non fermarsi solo ai problemi locali immediati, perché altrimenti ci dimentichiamo della prospettiva di vedere aldilà del singolo. Il futuro passa da qui e noi vogliamo esserci”, conclude Canto.
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