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Niente discussione sul recupero delle morosità di Acqualatina, a Formia esplode la polemica

La Villa attacca: "Se la deliberà sarà approvata, la bolletta sarà trattata come un tributo o una sanzione, con migliaia di cittadini in mano ad Equitalia!”

Formia – Oggi, alle 13,40, in Conferenza dei Sindaci dell’Ato 4, si sarebbe dovuta tenere la discussione sulla Delibera n.8. Delibera in cui veniva proposta la delega alla Sto per mettere in atto le procedure per il recupero delle morosità, attraverso l’iscrizione al ruolo dei cittadini-utenti morosi, un possibile incremento in tariffa di un ulteriore 10% per coprire le morosità (anche se il gestore privato non ha ancora messo in atto le giuste modalità per il recupero delle stesse , chiedendo, però, l’invio della Polizia locale agli utenti morosi dei “territori storicamente più ostili”, per staccare l’acqua, non garantendo un fabbisogno primario). Una discussione delicata, il cui rinvio ha fatto esplodere la polemica.

“La discussione della Delibera n.8 – chiosa l’ex sindaco di Formia, Paola Villa – non andava rinviata, andava discussa, votata e bocciata!

La bolletta dell’acqua come un tributo?

Ma perché questa delibera dovrebbe essere bocciata? A spiegarlo è sempre la Villa, che sottolinea: “Già nella riunione dell’ufficio di Presidenza dell’ATO di qualche mese fa, infatti, l’ingegner Bernola, dirigente della Segreteria Tecnico Operativa, aveva relazionato sulle morosità, preannunciando di voler preparare una delibera per il loro recupero.”

In quella stessa riunione, il Comune di Formia evidenziò una serie di punti: in primis, il fatto che le morosità riguardassero sia di utenze pubbliche che private (e anche che, forse, era bene iniziare dalle pubbliche, perché non era condivisibile che i consumi non pagati di edifici comunali e provinciali fossero spalmati su tutte le utenze).”

Non solo. “Il Comune di Formia fece anche notare che, prima che si mettesse mano a introitare le morosità, il gestore doveva applicare in tutte le sue parti la delibera dell’Arera (Autorità del Servizio Idrico), la delibera n.311 del 2019, dove si elencano gli articoli per regolamentare le procedure volte al recupero delle morosità, si evidenziano tutte le tipologie di utenze che devono essere salvaguardate e soprattutto si evidenziano gli standard che il gestore deve mettere in campo per parlare di recupero morosità. Standard – sottolinea la Villa – che non sono stati raggiunti da Acqualatina. Un punto, questo su cui si arenò l’intento dell’ingegner Bernola nel mettere mano al recupero delle morosità…”

E ancora: la Villa polemizza sul fatto che, se approvata, questa delibera sarebbe totalmente a favore del gestore, considerando che si richiede che venga attivata la procedura per l’iscrizione a ruolo delle bollette morose, trattando la “bolletta dell’acqua” come un tributo o una sanzione e non come il pagamento di un qualsiasi servizio. Mettendo, così, migliaia di cittadini dell’Ato4 in mano ad Equitalia!”

La Villa attacca: “Non si stacca l’acqua alle persone”

L’acqua è un bene primario. Un bene di tutti. Per questo, sottolinea la Villa: “Colpisce come una relazione tecnica, scritta dalla segreteria tecnico operativa, ossia da chi dovrebbe controllare il gestore, parli e sottolinei la presenza di “territori particolarmente ostili”, chiedendo che venga avallato dai Sindaci l’intervento della Polizia municipale per raggiungere i contatori non accessibili.”

E ancora, chiosa la Villa: “Non si stacca l’acqua alle persone, il gestore può avvalersi di tutte le leggi per il recupero crediti, ma il diritto all’acqua, a qualsiasi latitudine del pianeta, va garantito a tutti!

Invece, qui, una Segreteria tecnico operativa, che fino a tre mesi fa non aveva una partita Iva, e continua a non avere una tesoreria in barba a tutte le leggi economiche e finanziarie, vuole portare i Sindaci a votare perché si utilizzi l’iscrizione al ruolo dei morosi. Si ipotizza un ulteriore incremento in tariffa di circa il 10% per recuperare le morosità che comunque sono il 13% sul totale fatturato di una società, Acqualatina, che nel 2019 ha dichiarato un utile di oltre 11 milioni di euro.”

Secondo la Villa, insomma, i cittadini della provincia pontina stanno rischiando di ritrovarsi non solo Equitalia sotto casa, ma anche senz’acqua (acqua spesso e volentieri inutilizzabile per usi igienici, acqua che in molte città, durante la crisi idrica del 2017 è mancata per circa sei mesi). Per questo conclude facendo un appello ai Primi cittadini: “La delibera n. 8 è lunga e farraginosa, poteva veramente essere difficile da comprendere, ora però è più chiara a tutti. Sindaci dell’ATO4, non va assolutamente votata!

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