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Fiumicino, non solo test Covid: al parcheggio dell’aeroporto arrivano i vaccini

Realizzato in collaborazione con Regione Lazio, Istituto Spallanzani e Croce Rossa, si tratterà del primo grande centro vaccinale nazionale in un aeroporto

Fiumicino – Sono giornate di lavoro intenso per il personale sanitario in servizio presso il centro drive-through della Regione Lazio, situato all’interno del parcheggio Lunga Sosta dell’aeroporto di Fiumicino (con una capacità giornaliera di circa 4.000 test, rapidi e molecolari).

Dal 1 settembre – giorno in cui è entrato in funzione – ad oggi, sono stati eseguiti circa 90.000 test. E a breve nella stessa area sarà attivo il centro vaccinale, realizzato in collaborazione con Regione Lazio, Istituto Spallanzani e Croce Rossa Italiana: si tratterà del primo grande centro vaccinale nazionale in un aeroporto con 25 checkpoint sanitari dedicati all’inoculazione del vaccino, 20 box dedicati alle operazioni di registrazione, 10 box check-up medici, un’area di attesa post vaccinazione da 240 posti, circa 600 posti auto dedicati e un pronto soccorso annesso. Aeroporti di Roma mette a disposizione anche una struttura per lo stoccaggio dei vaccini a bassissima temperatura.

Ad annunciarlo è l’ad di Aeroporti di Roma, Marco Troncone, nel corso di un webinar, durante il quale è stato evidenziato come dal 16 agosto il test Covid è stato eseguito all’aeroporto di Fiumicino a ben 41 mila passeggeri (le tre aree all’interno del Terminal 3 hanno una capacità complessiva di 5.400 test al giorno).

Il “Protocollo Fiumicino” diventa benchmark

Nel webinar un focus è stato destinato ai voli covid free con gli Usa, avviato agli inizi di dicembre a Fiumicino da Aeroporti di Roma: “Su circa 4000 passeggeri abbiamo riscontrato il 99,87% di negativi“: i controlli “fatti anche all’arrivo hanno permesso di identificare solo 5 passeggeri davvero positivi» pari a una percentuale dello 0,13% «che significa una presenza del virus vicina allo zero”.

Insomma, ha aggiunto, “possiamo dire che ’le rotte con test Covid sono corridoi ‘puliti” dal punto di vista dei contagi e “questo si rivela un ’corridoio’ per permettere di viaggiare anche verso realtà problematiche dal punto di vista medico, come gli Stati Uniti”. “Dopo due mesi di test abbiamo una visione dal punto di vista operativo e sanitario e i risultati sono incoraggianti”, ha aggiunto, osservando come nella gestione dei passeggeri questi test “non portano a rallentamenti e non impattano sulla performance” dello scalo e delle compagnie.

Troncone ha riportato “la soddisfazione del 90% dei passeggeri: per l’80% addirittura questo tipo di protocollo è una ragione per tornare a viaggiare in futuro“. Quella avviata a Fiumicino – ha osservato – è una esperienza che “viene vista con favore e interesse” a livello internazionale dal momento che “questo protocollo viene visto come un benchmark”.

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