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Parco del Circeo “paralizzato”, bocciate le nomine per due volte

A bocciare le nomine, entrambe le volte, è stato il Ministero dell'Ambiente

Nell’ultimo periodo, il Parco del Circeo è finito sotto la lente d’ingrandimento del Ministero dell’Ambiente. In particolare, nel mirino ci è finita la nomina del nuovo direttore del Parco nazionale (il mandato di Paolo Cassola si è concluso il 30 ottobre 2020).

Data la complessità della procedura (si parte da un avviso pubblico che stabilisce i criteri, poi si esaminano i curriculum dei candidati, il consiglio direttivo propone al Ministero una “terna” dal quale il Ministero sceglie il nuovo direttore), nel frattempo, per dare continuità amministrativa, il Presidente del Parco e poi il Consiglio Direttivo hanno nominato direttore “facente funzione” la funzionaria Ester Del Bove (che ha firmato i bandi di gara sui daini).

Il Ministero “boccia” le nomine per ben due volte

Ma per quale motivo il Ministero starebbe attenzionando la nuova nomina dell’Ente nazionale? Perché per ben due volte, il Parco è stato costretto a rimangiarsi quelle avanzate.

La prima “bocciatura” risalirebbe al 16 settembre scorso e sarebbe dovuta alla presenza, nell’avviso, di criteri non previsti dalla legge per l’individuazione dei curriculum idonei a ricoprire la carica.

Il Parco, preso atto della nota del Ministero, protocollo 12177, ha revocato in autotutela lo stesso avviso, stabilendo di ricominciare di nuovo, con un secondo avviso.

Lo stesso identico problema, però, si è ripresentato anche con la terna avanzata successivamente (il 29 dicembre), come dimostrato dalla delibera (leggi qui), che convocava il consiglio direttivo del Parco (per oggi, da remoto) con lo scopo di annullare l’individuazione di quella terna.

Al momento, il Parco si trova, quindi, da novembre, senza il proprio effettivo direttore. Ora, una domanda sorge spontanea: che per l’Ente nazionale la terza sia la volta buona?

(Il Faro online)