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Sci, il Cts dice “no” alla riapertura degli impianti: “Non ci sono le condizioni”

Nel documento dell'Iss sull'incremento della circolazione delle varianti "numeri alquanto preoccupanti". Ma "decide governo"

Roma – Nel documento dell’Iss sull’incremento della circolazione delle varianti ci sono “numeri alquanto preoccupanti” perciò, dopo un’attenta valutazione dei dati, “abbiamo consigliato di evitare ulteriori riaperture“. È l’indicazione che il Cts ha dato in risposta a un quesito del ministero della Salute, nel corso della riunione di venerdì scorso, sull’opportunità di aprire gli impianti sciistici alla luce della situazione delle varianti virali. Gli esperti del comitato hanno sottolineato che sono mutate le condizioni epidemiologiche, ribadendo che la decisione spetta comunque al governo.

Oggi il governatore del Friuli Venezia Giulia ha firmato l’ordinanza urgente n. 4/2021 con cui apre anche agli sciatori amatoriali, a decorrere dal 19 febbraio e fino al 5 marzo, gli impianti nelle stazioni e nei comprensori sciistici. “Considerato che le misure ultime adottate – spiega Fedriga -a livello statale e regionale hanno determinato il contenimento del contagio in misura tale da consentire il rientro della Regione in zona gialla, si è ritenuto tuttavia necessario alla luce dei dati epidemiologici che rappresentano una situazione ancora seria, continuare a ridurre al minimo le possibilità di assembramento”.

Ieri il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, ha firmato l’ordinanza che regolamenta l’apertura degli impianti e delle piste da sci a partire dal 17 febbraio. L’ordinanza dà attuazione alle linee guida nazionali fissando nel 30 per cento il numero massimo di posti disponibili sugli impianti più altre norme comportamentali. (fonte Adnkronos)