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Temperature sotto lo zero, il camper della Cri sud Pontino accoglie i senzatetto

I volontari: "Il campo di accoglienza non c'è più... è stato definito un 'getto'"

Il Comitato di Croce Rossa sud Pontino Odv ricorda l’impegno profuso negli anni per garantire ai senzatetto piccoli comfort, un piatto caldo e accoglienza, e prosegue la propria attività di sostegno dei meno fortunati in questi giorni di freddo intenso, seppure diversamente da come fatto in passato.

Oggi c’è lui il Camper dell’unità sociale di strada – dicono i volontari della Cri del comitato sud Pontino – carico di ogni bene coperte, vestiti, giacconi, intimo, generi alimentari e altro. Prima vi cercavamo in ogni luogo possibile, adesso siete voi che ci aspettate. Qualcuno voleva che quest’attività di solidarietà cessasse, è bastato scrivere e parlare di voi bisognosi e tutto è cambiato, siamo in giro di sera per fornirvi beni primari e soprattutto ascoltarvi”.

“Per anni – spiegano i volontari – Formia ha avuto la possibilità di accogliere di notte i senza dimora provenienti da tutto il sud pontino e dalle provincie limitrofe. Un gesto d’amore, il  più grande. In questa comunità era possibile trovare chi si prodigava ad accogliere nel migliore dei modi chi aveva bisogno di un riparo e un po’ di calore umano. Era un luogo dove il Capo campo cercava di dettare le regole della convivenza, toglieva il Tavernello nascosto per evitare che bevessero di notte, ma poi si sedeva a cenare con loro, perché in fondo con questi gesti voleva solo tutelarli. Era un luogo dove volontari procacciavano le cene e le colazioni, sempre offerte da ogni categoria commerciale e da semplici cittadini. Era un luogo dove per 90 giorni i volontari si alternavano per svolgere ogni mansione necessaria per la buona funzionalità del Rifugio.

Era un luogo dove si ascoltava e si cercava di dare una prospettiva di reintegrazione sociale a chi ormai non credeva più fosse possibile. Era un luogo dove grazie alla disponibilità di associazioni teatrali e di cantati, dove l’intera comunità viveva una serata spensierata e da protagonisti. Era un luogo ogni dove ogni credo o fede religiosa veniva rispettata e praticata anche con liturgia, cattolica, evangelica, avventista, mussulmana. Era un luogo dove una comunità politica si calava per ascoltare e condividere una serata all’insegna della solidarietà, avendo condiviso la progettualità di accoglienza. Era un luogo dove le generazioni future ricevano un’educazione volta all’amore per il prossimo e alla solidarietà. Era un luogo dove nessuno immaginava che una nuova classe dirigente politica e amministrativa, lo definisse un ghetto.

Oggi c’è lui il Camper dell’unità sociale di strada che si adopera ancora per dare conforto a quanti sono in difficoltà”.

(Il Faro online)