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Governo Draghi, l’appello degli attivisti M5S: “Quesito ingannevole, nuovo voto su Rousseau”

"Chi si rifiuta di votare la fiducia non può essere espulso", si legge nella petizione online

Roma – Appello degli attivisti M5S per un nuovo voto su Rousseau. “Si chiede al Capo Politico pro tempore o in sua vece al Garante, l’immediata apertura di una discussione su Rousseau al fine di poter valutare nelle prossime ore in merito: all’immediata nuova consultazione, che ponga gli scritti nella possibilità di esprimersi sulla base di un quesito onesto, sincero, veritiero e reale sul ruolo del Movimento 5 Stelle nel Governo Draghi, e quindi una chiara espressione di voto degli iscritti, tale da consentire ai Portavoce nazionali di non avere dubbi sull’indirizzo politico dell’Assemblea al quale uniformarsi”, si legge in una petizione online che circola in queste ore tra gli attivisti M5S, sottoscritta, tra gli altri, anche da ‘portavoce’ come le senatrici Barbara Lezzi, Luisa Angrisani e Bianca Laura Granato e le consigliere regionali di Lazio e Campania, Francesca De Vito e Marì Muscarà.

I militanti chiedono anche di valutare le “responsabilità personali dell’attuale Capo Politico pro tempore e del Comitato di Garanzia per l’avallo di una consultazione ingannevole, che rischia di incidere in modo importante sulla nostra azione politica e sulla nostra compattezza, basato su un accadimento ad oggi rimasto irrealizzato”, e l'”immediato sollevamento dagli incarichi per i menzionati responsabili con l’applicazione della sospensione preventiva, in attesa degli esiti delle procedure disciplinari a loro carico, per tutte le gravi conseguenze causate dal loro comportamento e contrarie allo Statuto”.

“Pretendere infine dai nostri portavoce nazionali il voto di fiducia al governo Draghi e di punirli con l’espulsione, sulla base dell’art. 11 dello Statuto del M5S, in caso di dissenso, è da ritenere profondamente illegittima e ingiustificata, vista la confusione creata dalla totale incoerenza e tendenziosità del quesito sottoposto, con quanto si deve andare a votare in Parlamento”, rimarcano inoltre i firmatari della petizione, i quali osservano come “la perdita di credibilità oltre che di compattezza, per non aver dato seguito ad una votazione reale e concreta sul Governo Draghi” abbia “portato il gravissimo volontario allontanamento di Alessandro Di Battista”, che “si traduce in una incommensurabile perdita di un esponente che ha incarnato la forza propulsiva del MoVimento, concorrendo alla sua creazione e formazione identitaria, sin dalle origini”. (fonte Adnkronos)