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Eterno riposo ma senza pace a Gaeta, cambia il regolamento cimiteriale ed esplode la polemica

Scinicariello: "Sulle modifiche al regolamento cimiteriale non escludo affatto di percorrere altre strade. Se un diritto è stato leso, è bene che lo stesso torni ad essere rispettato”

Gaeta – Sul tema dell’eterno riposo dei propri cari, la città di Gaeta non trova pace. Nel mirino questa volta, ci sono finite le modifiche, proposte durante l’ultimo consiglio comunale, al regolamento di polizia cimiteriale e mortuaria.

Ma in che cosa consisterebbero queste modifiche? A spiegarlo è Emiliano Scinicariello, consigliere comunale d’opposizione di “Una nuova stagione”, che spiega: “Le modifiche proposte sono rilevanti e vanno a sottrarre un diritto a molti cittadini gaetani. Sto parlando delle concessioni cimiteriali per alcuni soggetti tra i quali le Confraternite Religiose, gli Ordini Francescani e le Cappelle Gentilizie.”

In sostanza, si tratterebbe di modifiche che riguarderebbe le concessioni “uso loculo”, perpetue o di 99 anni, di soggetti che hanno acquisito questo diritto grazie ad un Decreto del Presidente della Repubblica (il D.P.R.803/75) richiamato anche da una successiva analoga norma (il D.P.R. 285/90), oltre che da una serie di sentenze di vari TAR.

“Grazie alla modifica degli articoli 102 e 107 di questo regolamento – spiega Scinicariello – si modificano le durate di dette concessioni (ed è fin troppo evidente quanto sia grottesco ed imbarazzante parlare di “riduzione della durata di una concessione perpetua…”). Si sottraggono altresì diritti acquisiti e sanciti da norme primarie del nostro ordinamento, attraverso uno strumento e una modalità assolutamente discutibili.”

Non solo. Secondo Scinicariello, queste modifiche sottrarrebbero ai gaetani anche “la possibilità (ove ve ne fosse la volontà da parte del concessionario) di risarcimento per la sottrazione degli anni di concessione residui.”

Il tutto si consumerebbe attraverso un regolamento comunale che, come sottolinea Scinicariello “per un banale ma ineludibile principio di gerarchia delle fonti, non può derogare né modificare una legge di grado superiore quale un D.P.R.”

Scinicariello attacca: “Maggioranza allineata”

Eppure a Gaeta il tema non è nuovo. Infatti, lo stesso argomento, con le stesse finalità erano state proposte in Consiglio nel dicembre del 2019, dall’allora assessore Lucia Maltempo.

“Già all’epoca – spiega Scinicariello – feci presente di aver fatto interrogazioni scritte, all’epoca non ancora evase, e che sull’argomento c’era un’indagine della Guardia di Finanza. In quella circostanza, il punto all’ordine del giorno fu “magicamente” ritirato, con una debacle da questo punto di vista da parte dell’allora assessore, e con alcuni colleghi Consiglieri che avevano palesato la volontà – se non ritirato il punto – di votare contro.

Poi, però, da dicembre del 2019 si passa a febbraio del 2021. “La modalità – sottolinea Scinicariello – è quella di un nuovo Consiglio Comunale nel quale proporre queste modifiche, ma stavolta con tutti – ma proprio tutti – i Consiglieri di Maggioranza – “allineati e coperti”.

Oggi la maggioranza è ben più folta, e quegli stessi consiglieri hanno votato a favore. Tutti, tranne il sottoscritto e il consigliere d’opposizione (gruppo misto) Franco De Angelis.

Eppure il problema della lesione di un diritto di nostri cittadini resta, eccome. A poco è servita la spiegazione sulla motivazione di queste modifiche da parte del consigliere Cristian Leccese, che nel presentarle ha parlato di semplici motivi di riorganizzazione.

Io – afferma Scinicariello – resto dell’idea che – anche a prescindere dalla circostanza specifica – un’amministrazione pubblica non possa calpestare diritti dei suoi amministrati a piacimento, solo perché su uno specifico argomento c’è una forte volontà politica. I diritti sono tali e vanno rispettati.”

Poi Scinicariello conclude: “Per questo, non essendo stato in grado di sensibilizzare i colleghi su questa vicenda in Consiglio Comunale, tutti evidentemente fiduciosi sulla bontà dell’operato di questa Amministrazione, non escludo affatto di percorrere altre strade affinché, se un diritto è stato leso, lo stesso torni ad essere rispettato.”

Impianto di cremazione a Gaeta, Scinicariello: “Si blocchi momentaneamente l’iter”

Non solo sulle modifiche al regolamento di polizia cimiteriale e mortuaria. Il consigliere Scinicariello, nei giorni scorsi, è intervenuto anche su un altro tema caldo in città, che riguarda sempre l’eterno riposo: la possibilità di costruire un impianto di cremazione.

Una possibilità, in passato, già ventilata dai vicini comuni di Formia e di Fondi, ma che a Gaeta sembrerebbe destinata a prendere forma molto presto.

“Il Giardino della cremazione – spiega Scinicariello – è un’opportunità, non una priorità. Sul tema, ho presentato un’interrogazione su quel progetto, partendo da un’autocensura.

Ma perché autocensura? “Perché nel Consiglio del 25 novembre scorso, ho votato a favore del Giardino della cremazione senza aver controllato tutti gli atti richiamati nella proposta di delibera.”

Una volta controllato puntualmente tutto, però, il consigliere non ha potuto fare a meno, nonostante dal punto di vista politico condivida l’idea, di presentare un’interrogazione. “Perché l’impianto crematorio è un servizio che, “a determinate condizioni”, è utile ai cittadini non solo di Gaeta, ma del comprensorio.” A determinate condizioni, appunto.

Le ragioni dell’interrogazione

“La proposta di delibera presentata, che conteneva numerosi richiami ad atti propedeutici, recitava che “i lavori della Conferenza (dei servizi) si concludevano positivamente con la Determinazione Dirigenziale n.764 del 18/09/2020, prendendo atto dell’unanimità dei pareri espressi in forma esplicita ed implicita (silenzio assenso).”

Su questo punto, Scinicariello ammette candidamente: “Ebbene, sono stato ingannato. Ma la colpa è mia.” Ma dove sarebbe l’inganno? Secondo il consigliere nelle definizioni di conclusione positiva e di unanimità dei pareri espressi.

“In base a queste definizioni – spiega – ho dunque dato per scontato che i soggetti intervenuti – Regione Lazio, Vigili del Fuoco, Asl, Provincia, ecc. – non avessero eccepito alcunché. Dunque, ho votato a favore.”

In un secondo momento, il consigliere ha appreso, però, che la Provincia di Latina aveva espresso “parere negativo sulle emissioni in atmosfera e sullo scarico di acque reflue”.

Non solo. “Ho appreso che in Comune ci si fosse limitati a chiedere alla Provincia più congrue motivazioni sul dissenso, in assenza delle quali si sarebbe fatto ricorso all’istituto del silenzio-assenso.”

Da questa nuova consapevolezza, spiega Scinicariello, è nata l’esigenza di presentare l’interrogazione, che “voleva essere in qualche misura riparatoria”.

Che cosa ha chiesto il consigliere nell’interrogazione? “Ho chiesto – spiega – agli assessori competenti, ciascuno per la sua materia (Morini per gli aspetti sanitari, Matarazzo per la sicurezza), di impegnare l’amministrazione comunale a bloccare l’iter senza giungere frettolosamente al progetto definitivo e a una nuova conferenza dei servizi, ma di accertarsi adesso ed in questa fase che si possano realmente rimuovere i problemi che hanno comportato il parere negativo della Provincia di Latina.”

L’iter amministrativo – sottolinea Scinicariello – sarà anche corretto, ma il problema resta… (un po’ come dire che l’operazione è perfettamente riuscita, ma il paziente è morto). Ed è un problema che va risolto adesso, prima di impegnare l’amministrazione comunale, tecnici ed altri soggetti istituzionali coinvolti nella vicenda in ulteriori passaggi.

La salute delle persone e la tutela del territorio – conclude il consigliere – sono priorità assolute.”

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