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Ufo, falsi scoop sugli X files desecretati in America foto

Nell'errore, sono caduti ufologi e centri ufologici, senza verificare la veridicità o la sostanzialità dei documenti

Misteri – Nell’ultimo mese si sono susseguiti scoop giornalistici, rimbalzati in tutto il mondo, che hanno fatto arrivare a quanti si interessano di Ufo il concetto antico che i governi sanno tutto degli extraterrestri. Nel penultimo caso in questione, la Cia (Central Intelligence Agency degli USA) avrebbe “svelato”, “desecretato” e “messo online”, “tutti” i documenti sugli Ufo. Precisiamo subito che la notizia è una mezza bufala, in quanto non c’è stato alcun rilascio di “nuovi” documenti, e tanto meno una pubblicazione da parte della Cia. Infatti gli X-files in questione erano stati rilasciati già da diversi anni (almeno dal 2011). Non solo, ma stiamo parlando di materiale di scarsissimo interesse: in maggior parte si trattava di inoltro di notizie già pubblicate in paesi esteri (in gran parte pesantemente censurati per non rendere note le fonti e gli informatori).

Questo materiale era stato richiesto e ottenuto anni fa da John Greenewald, ufologo specializzato in documentazione governativa, materiale che è stato riorganizzato meglio e reso fruibile sul suo sito “The Blackvault”. Non è difficile capire quanto clamore abbia riscontrato la notizia, senza che molti si siano fatto scrupolo di approfondirne l’origine. Il comunicato stampa di Greenewald ha avuto un enorme successo mediatico soprattutto perché le varie testate giornalistiche e “la Rete” hanno anche questa volta rilanciato ed amplificato la cosa. E questo è per certi versi comprensibile per l’interesse che richiama nel pubblico.

Nello stesso errore sono però caduti anche ufologi e centri ufologici che senza sforzo riescono ad esultare per ogni frammento di notizia che in qualche modo sembri rinforzare le loro credenze, indipendentemente dalla sua veridicità o sostanzialità. E questo non dovrebbe succedere.

Altra notizia strettamente connessa, agli occhi dei lettori, è quella, più recente, in cui si afferma che la Dia (Defense Intelligence Agency) custodisca nel Pentagono “metamateriali” di origine non terrestre, affidati allo studio di una società appaltatrice della Difesa Usa, la Bigelow Aerospace. Ecco allora che sta rimbalzando in maniera piuttosto clamorosa la conferma che la Dia avrebbe convalidato per iscritto l’esistenza di “metamateriali” ritenuti non di origine terrestre, posseduti e studiati dal Pentagono. E’ solo l’ultima dichiarazione ad effetto in questa guerra delle affermazioni che dal 2017 ad oggi si rimbalza in quel sottomondo ufologico che crede fermamente agli ET senza averne le prove.

Nonostante la segretezza che si presume debba ricoprire questioni di sicurezza nazionale, queste dichiarazioni da parte di chi afferma di essere a conoscenza della verità hanno iniziato a circolare incontrollate. I protagonisti sono Luis Elizondo, ex agente e ex dirigente del programma segreto Aatip (Advanced Aerospace Threat Identification Program), in precedenza denominato Aawsap (Advanced Aerospace Weapons System Application Program) e  Tom DeLonge, ex front man della band punk americana Blink182, più di recente fondatore della To the Stars Academy of Art and Science. Elizondo, ora a fianco di DeLonge, che figura come finanziatore di queste ricerche, raccontò di essersi dimesso dalla sua carriera militare non condividendo la cappa di segretezza imposta ai quei programmi.

A seguito di queste rivelazioni, uno scoop del New York Times spinse la Difesa americana a rilasciare i 3 ormai famosi video ripresi da piloti militari americani, certificati come Uap (fenomeni aerei anomali) ma tradotti a volte come “Starship” (astronavi) per potenziare il messaggio mediatico. Da queste dichiarazioni a quella del possesso di metamateriali alieni, il passo è breve.

Dalle confuse spiegazioni esce il concetto che si tratterebbe di materiali che hanno un comportamento anomalo rispetto alla luce ed ai campi elettromagnetici. Quindi vengono messi in ballo concetti quali invisibilità, nuove leghe, nuovi componenti per computer. Ricorda un po’ la favola dell’invenzione del transistor, che secondo alcune dichiarazioni ci sarebbero stati donati dopo uno studio di retroingegneria aliena da quanti analizzarono i dischi volanti caduti a Roswell nel 1947. Come se queste fantastiche macchine in grado di trasportare extraterrestri su e giù per la galassia avessero una tecnologia simile a quella delle radioline giapponesi degli anni ’60.

È molto probabile che gli scoop di questi ultimi giorni, che inevitabilmente si scontreranno con il rifiuto dei protagonisti di lasciar analizzare questi metamateriali da laboratori esterni indipendenti, si trasformino, come è sempre stato negli ultimi 70 anni, nelle solite bolle di sapone, che il Cisu (Centro Italiano Studi Ufologici) non ha mai contribuito ad alimentare.

Se osservate una luce o un qualcosa in cielo che, in tutta coscienza, non riuscite a spiegarvi, inviate una mail a misteri@ilfaroonline.it e mettetevi in contatto con il Cisu, al sito www.cisu.org oppure all’indirizzo www.ufotuscia.it
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