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Covid-19, approvato il nuovo decreto: stop agli spostamenti tra le regioni fino a fine marzo

Il governo Draghi prolunga il divieto per 30 giorni dal 25 febbraio. Le richieste delle regioni in 6 punti

Roma – Stop agli spostamenti tra le regioni fino al 27 marzo. La misura è stata approvata oggi dal Consiglio dei ministri nel nuovo decreto Covid. Misure e regole previste dal dpcm valido fino al 5 marzo, inoltre, consentono lo spostamento “verso una sola abitazione privata” nelle regioni in zona gialla e nei comuni in zona arancione.

Tale spostamento, ora non permesso in zona rossa, secondo il dpcm può avvenire una sola volta al giorno e deve rispettare il coprifuoco in vigore tra le 22 e le 5. Possono muoversi due persone, che possono far visita a parenti e amici portando anche due minori.

Come in passato, è necessaria l’autocertificazione per usufruire delle deroghe: è possibile spostarsi tra regioni per motivi di lavoro, di salute o di necessità. E’ permesso il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

I 6 punti delle regioni

Regioni e province autonome hanno evidenziato l’importanza di 6 punti, consegnando un documento con le proposte al governo in vista del varo del nuovo decreto covid e del nuovo dpcm. Riflettori accesi su vaccini, regole ‘anti covid’ tempestive, zona rossa da rivedere con Rt meno determinante, indennizzi per le attività penalizzate, misure ad hoc per la scuola. “Avevamo chiesto al governo un cambio di passo nella gestione dell’epidemia e dall’incontro di stasera arriva un segnale positivo. Il documento unitario con le proposte delle Regioni sarà portato in Consiglio dei ministri dalla ministra Gelmini, che ringrazio per averci convocato assieme al ministro Speranza. Proposte che nei prossimi giorni saranno discusse tra governo e regioni in vista del nuovo Dpcm ai primi di marzo”, ha detto Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni.

Vaccini priorità assoluta. Stiamo andando troppo lenti e il motivo è uno solo: la macchina è pronta, ma mancano le dosi. Al Governo chiediamo, dunque, di cambiare strategia per recuperare più vaccini possibili, valutando da subito di coinvolgere nella fase produttiva anche aziende e realtà italiane. Non c’è tempo da perdere, ne va della tutela della salute di tutti noi, a partire dai soggetti più deboli”, ha evidenziato.

Sindaci: “Ristoranti aperti”

L’apertura serale dei ristoranti spicca tra le quattro richieste avanzate dai sindaci al governo. Attualmente, secondo misure e regole in vigore, nella zona gialla bar e ristoranti possono rimanere aperti dalle 5 alle 18. In zona arancione e zona rossa, chiusura 7 giorni su 7: l’asporto per i bar è consentito fino alle ore 18. Per la consegna a domicilio non ci sono restrizioni.

I sindaci chiedono ristoranti aperti “a condizione del rispetto di protocolli rigidi sulle distanze”. “La consumazione al tavolo assicura condizioni di sicurezza maggiori rispetto agli assembramenti che purtroppo si creano fuori dai locali che fanno il servizio di asporto delle bevande, soprattutto con l’arrivo della bella stagione”, affermano i sindaci. Le altre richieste: mantenere e perfezionare i parametri; piano vaccinale efficace; finanziamento dei nuovi ristori. (fonte Adnkronos)