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Daini nel Parco del Circeo, una petizione online per fermare il massacro

Oltre 2mila firme per chiedere al Parco del Circeo di annullare, in autotutela, il primo e il secondo bando per il contenimento dei daini

Il Parco Nazionale del Circeo ha infranto le sue promesse. In merito a che cosa? Al destino dei daini (in sovrannumero) che si trovano all’interno dell’area protetta, condannandoli, tramite due bandi sui tre proposti in totale, o alla macellazione o alla caccia.

Perché promesse infrante, però? Perché, circa un anno fa, lo stesso Ente aveva assicurato di vagliare in primis tutte le possibilità di contenere i daini attraverso azioni incruente e senza sparo. Rassicurazione che, adesso, a distanza di tempo, sembra aver “dimenticato”.

Oltre 2mila firme per la petizione online

 Ma il mondo degli ambientalisti e, più in generale, degli amanti degli animali non ci sta. Non accetta l’idea di non poter far nulla, di rimanere a guardare, mentre gran parte dei daini presenti nell’area vengono abbattuti.

Per questo, è stata lanciata online una petizione che, in pochi giorni, ha superato le 2mila firme. “Mi rivolgo – ha spiegato Annalisa Macchioni, la promotrice della petizione – a chi ama gli animali e sia intimamente convinto che la loro vita vada rispettata. Esseri innocenti capaci di provare paura e sofferenza (come i daini) non possono venire sacrificati per risolvere nessun tipo di problema, soprattutto causato dall’uomo stesso.”

E ancora, spiega la Macchioni: “L’Ente Parco ha pubblicato i bandi per il contenimento dei daini nella foresta demaniale previsto dal Piano gestionale.

I bandi sono tre: il primo per adozioni per scopo ornamentale (che parola triste…), il secondo, per l’allevamento “a scopo alimentare” (cioè con destinazione alla macellazione) e il terzo, per l’allevamento all’interno delle Aziende agro-turistiche e venatorie (cioè per le facili partite di caccia).”

L’obiettivo della petizione: ecco cosa si chiede al Parco

Ma, considerando che, effettivamente, il numero dei daini va contenuto, cosa si chiede al Parco? “Con questa petizione – spiega ancora la Macchioni – vogliano raccogliere firme per formalizzare all’Ente Parco la richiesta di annullamento in autotutela del secondo e del terzo bando.”

Non solo. “Infine – conclude Annalisa – chiediamo che per i primi 5 anni del piano gestionale si proceda solo e soltanto con le adozioni “ornamentali” (ovvero con il primo bando, che lo stesso Parco ha definito “prioritario”) e che, durante lo stesso periodo, si proceda altresì alla cattura di altri capi per la loro sterilizzazione.”

Ora, l’ultima parola passa al Parco. Anche se ambientalisti e amanti degli animali, in merito, sembrano pronti a dare battaglia, se necessario.

(Il Faro online)