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Ciclo dei rifiuti a Latina, Zuliani (Pd): “Più controlli”

Il capogruppo del Pd in Consiglio comunale sottolinea l'importanza della partecipazione dei cittadini

Latina – “Sembra che la questione dei rifiuti che riguarda il Comune di Latina abbia solamente a che fare con l’individuazione del sito di stoccaggio per inerti e la raccolta differenziata. Ma non è così”.

Nicoletta Zuliani, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Latina interviene sulla questione dei rifiuti nel capoluogo pontino.

La raccolta differenziata è soltanto il primo passo – dice la Zuliani -, un passo certo fondamentale che deve garantire la qualità dei rifiuti che vanno conferiti ai diversi impianti: se i rifiuti sono differenziati male, se nell’indifferenziato c’è troppa presenza di organico, il prodotto diventa pericoloso per l’ambiente. Lo stesso vale per la carta, il vetro, l’alluminio, l’organico ecc…

Poi c’è la questione della presenza di impianti sul territorio che stoccano, lavorano, trasformano i rifiuti che noi produciamo: quanti ce ne sono? Sono tutti affidabili? I controlli che vengono fatti soddisfano tutti i requisiti che la legge impone e soprattutto che cittadini richiedono?

Lo ripeto da tanto tempo: in 10 anni sono andati in fiamme 500 siti di stoccaggio di multi materiale e altro nella nostra provincia, questo significa 50 incendi all’anno, 4/5 incendi al mese per 10 anni.

A cosa serve differenziare se poi dobbiamo respirare diossina?

Allora dobbiamo farci carico di tutto il ciclo dei rifiuti: trovano uno sbocco il multi materiale che noi raccogliamo e conferiamo? Riusciamo a completare il ciclo per ogni tipologia di rifiuto che differenziamo?

Se il ciclo va chiuso all’interno della nostra provincia, abbiamo l’impiantistica che occorre per completare il ciclo?

Si sta parlando in questi giorni solo del sito di stoccaggio degli inerti derivanti dalla lavorazione del Tmb, ma quando questo materiale verrà portato alla sua destinazione finale, le polveri che rimangono dall’incenerimento (un 5 per cento in totale) vanno depositate per sempre in una discarica vera e propria. Una quantità assolutamente minima che diminuirà sempre di più quanto più aumenterà la raccolta differenziata, ma un sito va trovato anche per questo.

L’invito è a guardare al complesso problema della gestione dei rifiuti e della chiusura del ciclo – prosegue il capogruppo del Pd – all’interno della nostra provincia con una consapevolezza che comprenda che l’individuazione di questo sito di stoccaggio per inerti e l’avvio della raccolta differenziata spinta non risolvono il grande problema della gestione dell’intero ciclo.

Moltissime risorse saranno destinate con il Recovery Fund proprio a questo, la politica deve avere idee chiare, lungimiranza, e deve dimostrare di saper gestire questa complessa materia con responsabilità: vedo ancora troppa strumentalità”.

La Zuliani ritiene fondamentale “la questione del consenso dei cittadini, (non quello elettorale) e del controllo. Non si fanno queste scelte senza avere una cittadinanza opportunamente informata, consapevole e che condivide le scelte insieme alla politica.

Il rispetto per la cittadinanza deve passare obbligatoriamente per un sistema di controlli che sia affidabile e riconosciuto come tale soprattutto dai cittadini.

Non si può continuare ad affidarci soltanto ai controlli documentali, dove il gestore di un impianto certifica di suo pugno quantità, tipologie, metodologia di lavoro e così via e il controllo avviene semplicemente prendendo atto e prendendo per vero ciò che il gestore scrive: è come se il gestore controllasse se stesso.

Siamo in un paese, purtroppo, che non riesce a fidarsi di questo sistema.

Occorre intervenire a livello legislativo per modificare la tipologia dei controlli; occorre una banca dati incrociata dove tutte le autorità preposte ai controlli possano inserire i dati relativi ad ogni impianto su un unico portale accessibile da tutti e facilmente comprensibile da tutti: lo sappiamo, la trasparenza favorisce il controllo e la qualità.

E poi va impostato un lavoro di partecipazione deliberativa che coinvolga residenti, comitati, associazioni per avviare un grande lavoro di informazione che includa per davvero i cittadini e li renda protagonisti, perché possano “deliberare” dopo essere stati opportunamente informati.

È una rivoluzione ma ce lo impone un pianeta in agonia.

E la politica ha il difficile compito di impostare tutto il lavoro. Da subito”.

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