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Scempio ad Aranova: tre ragazzi entrano in chiesa e danno fuoco al leggio

La condanna dell'Amministrazione comunale: "Un fatto gravissimo che profana un luogo sacro di alto valore per tutti coloro che credono nella libertà di culto"

Fiumicino – Scempio ad Aranova, dove nel pomeriggio di ieri, venerdì 26 febbraio, poco dopo le 16, tre ragazzini hanno dato fuoco al copriambone della chiesa Nostra Signora di Fatima. Due di loro hanno raggiunto il luogo di culto a bordo di due biciclette, il terzo era su un monopattino. Le fiamme hanno distrutto il drappo e danneggiato il leggio dal quale, durante le funzioni, viene proclamata la Bibbia.

“Non ci sono parole, le immagini dicono tutto e ci dovrebbero far riflettere sul comportamento dei nostri figli che non si vergognano di danneggiare un luogo sacro come la nostra chiesa. Speriamo che i colpevoli insieme ai loro genitori trovino un modo per riparare uno scandalo così grande, che prima di tutto ha offeso Dio, ma anche tutta la nostra comunità di Aranova”, il commento del capogruppo della Lista Civica Crescere Insieme, Roberto Severini,

“Un gesto deprecabile. Un fatto gravissimo che profana un luogo sacro di alto valore per tutte le persone che professano la fede cattolica, ma anche tutti coloro che credono nella libertà di culto”, affermano il capogruppo del Pd Stefano Calcaterra e la presidente del Consiglio comunale Alessandra Vona.

“Abbiamo già avuto modo di esprimere personalmente la nostra condanna per l’accaduto e la nostra solidarietà a don Michele – concludono Calcaterra e Vona -, ma vogliamo estenderla a tutta la comunità cattolica di Aranova, offesa ad questo gesto insulso e inaccettabile”.

“Quanto accaduto all’interno della chiesa Nostra Signora di Fatima ad Aranova ad opera di alcuni ragazzi è un gesto deprecabile, che condanno fermamente. È intollerabile che vengano profanati i luoghi di culto, a qualsiasi fede facciano riferimento – la condanna del primo cittadino, Esterino Montino – . In attesa di chiarimenti per quanto avvenuto, a nome mio e dell’intera Amministrazione che presiedo esprimo la mia solidarietà a don Michele, parroco della chiesa, e al Vescovo della Diocesi di Porto Santa Rufina, Mons. Gino Reali”.

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