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Terracina, abusi sessuali su una bimba di 5 anni: accusata la nonna

La piccolina ha parlato agli psicologi di “giochi speciali” fatti con la nonna

Terracina – L’accusa nei confronti di una nonna di Terracina è gravissima: atti sessuali con la nipotina di 5 anni.

E’ stato al termine di una complessa attività investigativa che la Polizia di Terracina, ieri sera, 26 febbraio 2021 ha eseguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento nei confronti della nonna nonna 50enne di Terracina nei confronti della nipote di soli anni 5.

Alla donna viene contestato il reato di atti sessuali con minorenne con l’aggravante di avere abusato di una minore di anni 10.

Le indagini, svolte dai poliziotti del Commissariato, hanno consentito di portare alla luce i gravi fatti in danno della bambina. Fatti emersi a seguito degli accertamenti volti a verificare presunti maltrattamenti in famiglia del quale, gli investigatori ritenevano, il padre potesse essersi reso responsabile nei confronti della madre della piccola.

Tali accertamenti, che comportano di routine verifiche e mirate attività volte ad accertare eventuali episodi di cosiddetta “violenza assistita” che si verificano quando i bambini assistono a episodi di violenza o aggressione tra genitori, hanno fatto emergere un’altra verità.

Nel corso delle attività di indagine sono emersi elementi che hanno indotto gli inquirenti a sospettare che la bambina fosse vittima di altro genere di reati e in particolare di abusi sessuali.

L’idea che la piccola stesse subendo violenza sessuale ha indotto i poliziotti, coordinati dalla Procura della Repubblica di Latina, a un’azione volta a raccogliere elementi di prova direttamente dalla bambina, ma a mezzo di specialisti psicologi e dei genitori della bimba.

In particolare la mamma della piccola ha sottolineato strani atteggiamenti posti in essere dalla figlia. Non le erano sfuggite gestualità della piccola alle quali si è stato associato il racconto di “giochi speciali” fatti con la nonna. Giochi dei quali però era stata invitata a non parlare che doveva, cioè, custodire segretamente.

Le dichiarazioni rese dalla bambina nel corso dei colloqui terapeutici, inconsapevole di quanto le era accaduto e incapace di percepirne il reale disvalore, sono apparse molto dettagliate e veritiere al punto da consentire al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina di concordare con le richieste del Pubblico ministero Martina Taglione, rilevando che i comportamenti posti in essere dalla nonna 50enne, ripetuti, lasciano presagire il rischio che potessero ripetersi.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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