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Nuovo regolamento di polizia mortuaria nel comune di Latina

L'associazione Codici evidenzia, in una lettera aperta, alcuni aspetti critici del nuovo Regolamento.

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Latina –  Antonio Bottoni, Responsabile di Codici, ha inviato una lunga lettera aperta a tutti i Consiglieri comunali sul nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria, che il Consiglio sarà chiamato a breve ad approvare.

Nella missiva, Bottoni ha evidenziato alcuni aspetti critici del nuovo Regolamento, quali la previsione contenuta nella parte ricognitiva dell’art. 112, secondo cui la durata delle concessioni sia di 30 anni, a decorrere dal 1939 sino a tutto il 1975 considerandole come “temporanee”, invece che definitive e, quindi, “perpetue”, così come disponeva il Regolamento del 1938, approvato dall’allora Podestà.

Allo stesso modo sono cadute sotto la critica di Codici quelle concesse sino a quasi tutto il 1991, in quanto il D.P.R. 803 del 1975 disponeva che la durata delle sepolture dovesse essere al massimo di 99 anni, mentre l’attuale formulazione del Regolamento, secondo Bottoni, penalizzerebbe ingiustificatamente i cittadini, riducendola a 30 anni, senza una adeguata motivazione, costringendo i concessionari a presentare un numero considerevole di ricorsi al TAR che, in caso di soccombenza dell’Ente con la condanna alle spese, potrebbe comportare un esborso di denaro pubblico oggi evitabile.

Infine, Bottoni ha evidenziato ai Consiglieri che, qualora il Regolamento venisse approvato nell’attuale stesura, non avrebbe più senso costruire le quasi 17 mila sepolture previste dal Progetto di finanza che ha assegnato la gestione del Cimitero Urbano di Latina ad Ipogeo e questo rischierebbe di concretizzare l’ipotesi di danno erariale in quanto non si realizzerebbe l’interesse pubblico sotteso al progetto di finanza, rappresentato proprio dalla costruzione di quel numero di sepolture definitive.

Conclude Bottoni che, in caso di approvazione del nuovo Regolamento di Polizia Mortuaria così come è stato predisposto, Codici si attiverà in ogni sede consentita dall’attuale ordinamento statale, al fine di tutelare sia gli interessi dei cittadini che quelli dello stesso Ente.

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