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Porto turistico di Fiumicino: in vendita la concessione demaniale

Porto turistico di Fiumicino, chi l'acquisterà e con quale progetto? Le criticità e le speranze. Tra pochi giorni le offerte

Fiumicino – Scadrà martedì 9 marzo alle 13 in punto, il termine per la presentazione delle offerte di acquisto di un bene messo all’asta dalla sezione fallimentare del tribunale ordinario di Roma. L’apertura delle buste e l’eventuale gara tra gli offerenti avrà luogo il 10 marzo alle 12. Fin qui nulla di straordinario – la normale procedura di una vendita fallimentare – se non fosse che ad essere messi in vendita sono i 90 anni di concessione dell’ex porto turistico di Fiumicino con oggetto “l’occupazione e l’uso di una zona demaniale marittima di mq 54.806 di aree a terra e di mq 988.094 di specchi acquei”, così come si legge nell’avviso di vendita del tribunale.

vecchio faro di fiumicino

Ad essere messo in vendita (leggi il documento Avviso di vendita) dal Liquidatore Giudiziario è quindi il ramo d’azienda della Iniziative Portuali Porto Romano e all’asta non vanno solo i 90 anni di concessione, ma anche i manufatti e le opere relative all’ex porto turistico e consistenti in un tratto di molo “Traiano” per una lunghezza di circa 800 mt a fronte di 1350 ml previsti nel progetto e nel tratto di molo “Claudio” – molo sottoflutto – per una lunghezza di circa 240 ml a fronte di 410 ml previsti.

Sempre all’asta vanno i banchinamenti di riva effettuato con sversamento di tout-venant di cava per un volume complessivo di circa 104.000 mc, recinzione del cantiere, illuminazione, sistema di videosorveglianza, apposizione di n. 3 cancelli metallici, opere in parte danneggiate e la messa in sicurezza dell’area del Faro con riparazione e ripristino del muro esistente mediante fodera in cemento armato e col rifiorimento della mantellata con l’utilizzo di tetrapodi.

Leggi il testo integrale della perizia di stima

La concessione – afferma il regolamento di vendita- “è assentita allo scopo di costruire e gestire un porto turistico per naviglio da diporto, con annesse strutture cantieristiche e di assistenza tecnica, turistico-ricettive, abitative, commerciali, ludico-sportive e servizi, nonchè strutture destinate ad uso pubblico”.

Il prezzo base ribassato è di 15 milioni e 800mila euro e ciascun interessato dovrà far pervenire personalmente o a mezzo procuratore, presso lo studio del Notaio Anna Maria Rastello di Roma la propria offerta di acquisto in busta chiusa.

Porto turistico di Fiumicino, una lunga storia

Potrebbe essere l’ultimo atto che chiude una vicenda annosa e ne apre un’altra (era il lontano febbraio 1990 allorché IP propose alla Capitaneria di Porto un progetto preliminare per realizzare il Porto Turistico di Fiumicino, in località Isola Sacra). D’altronde dai tempi dell’inchiesta che blocco i lavori per il Porto della Concordia (nel marzo 2013 la “bomba” dell’arresto dell’imprenditore Gaetano Bellavista Caltagirone  – leggi qui – titolare del progetto), quella concessione demaniale è rimasta “appesa” a mille vicende, burocratiche e non. Il degrado dell’area ha portato più volte il Comune a spingere per una revoca della concessione o, in alternativa, per la vendita della stessa.

Dopo anni di stallo è arrivato il progetto della Royal Caribbean (clicca per saperne di più), ma si è inserito un contesto in cui le competenze sull’area erano a totale carico della Regione, che non sbloccava l’iter. Per raccontare in modo semplice e schematico una storia amministrativa piuttosto complessa, possiamo dire che una serie di incontri portarono infine all’inserimento nel Bilancio della Regione di un elemento che spostava la competenza di gestione dell’area al Comune di Fiumicino. Il che avrebbe dovuto facilitare l’avvicinamento con la grande società che si occupa di crociere.

Ma nel frattempo è arrivata la pandemia, le crociere si sono fermate, il mercato del turismo è crollato, e non si sa bene come e quando ripartirà. Dunque anche Royal Caribbean ha fatto un passo… di lato. Non “indietro”, perché nel frattempo, oltre al costo del progetto presentato, c’è stato anche l’esborso in denaro di due quote che hanno consentito alla Ip di non perdere la concessione demaniale, un “investimento” sul futuro che si aggira intorno agli 800mila euro.

Nella convenzione, peraltro, c’è anche l’obbligo di mantenere in sicurezza i luoghi di cantiere, ma abbiamo visto le mareggiate che danni hanno fatto.

Ora un nuovo capitolo, con la vendita della concessione demaniale. Sarà interessante capire chi si proporrà e con quale progetto. Se si riaffaccerà Royal Caribbean, se lo farà da sola o con altri “attori” economici, se questi attori saranno solo privati o ci sarà anche il pubblico, oppure se arriverà un nuovo investitore con un nuovo progetto. Ancora pochi giorni e la procedura avrà inizio, poi sapremo cosa accadrà-

Ma comunque vada, restano alcune criticità da risolvere, per chiunque si appresti a metterci mano. In primis la sicurezza dell’area, poi i collegamenti con la città, la questione Passo della Sentinella (con l’ipotetico ostacolo legato all’area golenale), il recupero del Vecchio Faro. Per ogni singola voce si potrebbe aprire un faldone di documenti, da aggiungere alla voce “erosione della costa” che spesso è stata collegata ai primi lavori – naufragati – per la realizzazione del porto.
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