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Fondi, il Tribunale: De Filippis non era incompatibile con la carica di Consigliere

Il giudice ha disposto a carico del Comune la condanna a 10mila euro

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Fondi – “Raniero De Filippis non era incompatibile”. Lo sostiene il gruppo politico di Fondi Camminare Insieme che evidenzia: “A stabilirlo, nella giornata di oggi, sabato 6 marzo 2021, è il Collegio del Tribunale di Latina che ha depositato l’ordinanza del 2 marzo scorso a definizione del ricorso elettorale presentato dal candidato sindaco del centrosinistra fondano.

De Filippis, candidato della coalizione costituita dalla lista civica Camminare insieme e dal Pd, eletto da 1750 cittadini, era stato costretto ad adire i giudici dopo essersi visto negare la convalida a consigliere comunale della città di Fondi nella seduta di insediamento del 24 ottobre 2020. Invano era stato il tentativo di spiegare le proprie ragioni all’intera assise cittadina, la quale, nelle persone dei consiglieri di centrodestra, facendo proprio il parere di incompatibilità espresso dalla Segretaria generale anche responsabile della trasparenza, e dal Dirigente pro tempore del Settore I, procedevano a dichiarare la incompatibilità del De Filippis.

A nulla è servita l’istanza in autotutela presentata a distanza di pochi giorni dal De Filippis, chiedendo il riesame del provvedimento. Sarebbe infatti bastato vagliare attentamente quanto sostenuto nell’istanza per evitare un procedimento giudiziario che seppur ripara il vulnus democratico, con il rientro di De FIlippis, dall’altro lato costerà alla cittadinanza migliaia di euro”.

Il Collegio giudicante con provvedimento ha dichiarato di “accogliere le motivazioni sin dall’origine addotte dall’Avv. Ermanno Martusciello, legale di De Filippis, e ben esplicate al Consiglio Comunale nella seduta del 18 novembre 2020. Così – Camminare Insieme riporta uno stralcio del provvedimento – il dettato dell’Ordinanza: ‘Ritiene tuttavia il Tribunale che meriti condivisione la prospettazione del ricorrente, secondo il quale la sussistenza della causa di incompatibilità prevista, nella specie, dall’art. 12, lettera b), del D.Lgs. n. 39 del 2013, non costituisce né una causa di ineleggibilità, né un motivo di decadenza dalla carica di consigliere comunale. […] Nel caso in esame, la qualità, rivestita dal ricorrente, di dirigente di prima fascia della Regione Lazio, non rientra tra le cause di ineleggibilità previste dall’art. 60 del D.Lgs. n. 267 del 2020. […]
La qualità di dirigente di prima fascia della Regione non rientra neppure tra le ipotesi di incompatibilità previste dall’art. 63 del D.Lgs. n. 267 del 2000. […]

L’incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e la qualità di dirigente della Regione Lazio comporterebbe pertanto, nella specie, ove ne ricorrano i presupposti (peraltro esclusi in caso di collocamento in aspettativa), esclusivamente la decadenza dall’incarico dirigenziale, e la risoluzione del rapporto di lavoro intercorrente tra il ricorrente e la Regione Lazio, mentre non è prevista alcuna decadenza del dirigente dalla carica di consigliere (nella specie) comunale’.

Nel procedimento, che per legge deve essere proposto non solo contro l’Ente che ha deliberato ma anche contro il consigliere che è stato surrogato, si è costituito Salvatore Venditti, assistito dall’Avv. Francesca Giannetti, aderendo alla posizione del De Filippis e supportandone le motivazioni per la reintegra.

Un gesto esemplare, sinonimo di sano spirito di squadra e di correttezza politica. L’esatto opposto di quanto dimostrato dai 17 consiglieri di maggioranza che, insistendo ottusamente nella loro posizione, non volendola riconsiderare neanche alla luce dell’istanza di autotutela, hanno costretto le casse comunali a svuotarsi di oltre 20 mila euro.

L’ordinanza del Tribunale ha infatti disposto a carico del comune di Fondi una condanna alle spese di 10mila euro, ai quali vanno aggiunti gli oneri legali, e la parcella di oltre 5mila euro netti già liquidati al legale che difendeva il Comune di Fondi”.

Ha dichiarato De FIlippis: “E’ stata questa una vittoria della Democrazia contro l’arroganza del potere. Non avevo dubbi sulle capacità di Salvatore Venditti, che ringrazio per la speciale solidarietà dimostratami e che in questi mesi ha espresso con tenacia e dedizione, l’impegno della nostra coalizione per lo sviluppo socio-economico-culturale della città in raccordo con le altra forze dell’opposizione. Sono lieto che la Giustizia sia stata ripristinata, e con essa la volontà elettorale popolare. Ringrazio ancora i 1.750 cittadini e cittadine che mi hanno votato e i tanti che pur appartenendo ad altri schieramenti politici, anche dell’attuale maggioranza, mi hanno espresso in questi mesi la loro solidarietà. Ringrazio inoltre l’Avv. Ermanno Martusciello e l’Avv. Francesca Giannetti per la professionalità e l’impegno profuso nell’attività. Spero che un simile episodio sia da monito a chi agisce spinto da fremiti di arroganza, senza mai mettersi in discussione”.

La solidarietà di Riscossa Fondana, La Mia Fondi e Fondi Terra Nostra

Anche le liste civiche Riscossa Fondana, La Mia Fondi e Fondi Terra Nostra sono intervenute sulla decisione del Tribunale di annullare la delibera comunale con la quale era stato estromesso De Filippis.

La decisione del Tribunale di Latina che ha annullato la delibera del Consiglio comunale di Fondi con la quale la maggioranza aveva estromesso da quel consesso Raniero De Filippis, calpestando la volontà popolare che gli aveva attribuito 1723 voti – scrivono in una nota le tre liste civiche -, rende giustizia all’interessato e fa emergere la grossolanità, la superficialità e l’accanimento di chi ha ideato, disposto ed eseguito tale grave danno alla democrazia cittadina.

Mai prima di questa incresciosa vicenda si era assistito, a memoria d’uomo, in consiglio comunale, all’iniziativa diretta della maggioranza di espellere chi era stato legittimamente votato nell’opposizione; perché la denuncia di ineleggibilità o incompatibilità nasceva dalla rivendicazione di altro candidato della stessa lista, che voleva entrare in consiglio come poi è accaduto. La gravità di questa vicenda è data dalla pervicacia dimostrata da maggioranza e giunta nell’avvalorare dapprima la fallace ricostruzione giuridica della segretaria comunale; poi nel cestinare disinvoltamente un parere legale (avvalorato in pieno dal Tribunale) sulla scorta dell’opinione del presidente del consiglio; infine nella scelta di costituirsi in giudizio sostenendo una spesa importante per avere affidato la difesa ad un avvocato esterno e non, come sempre, all’avvocatura dell’ente. Ebbene, gli ultimi due fatti hanno esposto il comune ad un esborso complessivo di più di 20mila euro tra compensi al legale scelto e alle controparti, essendovi stata condanna alle spese.

La nostra coalizione, unitamente agli altri gruppi di opposizione, ha portato in consiglio la proposta di annullamento della delibera che aveva escluso De Filippis, ma invano. Così lo è stato anche dopo l’intervento di taglio giuridico di Luigi Vocella e la richiesta formale di Luigi Parisella di affidarsi, come consiglio comunale, al parere di un luminare in materia. Ciò avrebbe evitato il danno di immagine di una città, nella sua rappresentanza politica maggioritaria, che calpestava il diritto inviolabile di elettorato passivo e il danno ingente alle casse comunali, cioè di tutti i cittadini, distraendo più di 20 mila euro dal sostegno alle fasce bisognose o al decoro urbano.

Confidiamo nella conclusione di questa triste storia, auspicando che l’amministrazione non insista nel perseverare nell’errore, ricorrendo in appello, così causando ulteriore danno. E salutiamo il ritorno in consiglio di Raniero De Filippis, personalità eminente della nostra città, alla quale darà molto in impegno, passione e competenza, come ha già fatto al massimo grado (ed i risultati sono sotto gli occhi dei cittadini) negli anni in cui ha diretto settori primari della Regione Lazio. Allo stesso tempo ringraziamo Salvatore Venditti per avere dimostrato in questi quattro mesi di meritare ampiamente il consenso popolare, con lo studio attento delle tematiche e le proposte avanzate. Crediamo che il suo distacco dal Consiglio comunale sia solo provvisorio e lo invitiamo a continuare l’impegno politico e civico.

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