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Lettere al direttore

Ardea, 5 mesi per la carta di identità: bimbo disabile rischia di non poter fare la terapia

La mamma del bimbo: "Non posso iniziare le terapie previste per il bambino senza documenti, sono bloccata grazie al Comune di Ardea"

Ardea – Cinque mesi per avere una carta d’identità: questo le tempistiche date alla mamma di un bambino con disabilità per rifare i documenti al figlio, che denuncia a ilfaroonline.it  la situazione di disagio in cui si trova.

“Sono una mamma di un bambino autisco – spiega Daniela Cicconi – disabile al 100% con legge 104 art.3 comma 3. Risediamo nel comune di Ardea. Il verbale Inps è stato emesso il 25 Gennaio 2021. Di conseguenza subentra la necessità di aprire un libretto postale o conto corrente per i pagamenti/accrediti Inps pensionistici e accompagnamento comprensivi di tutti gli arretrati. Ma il punto è questo: Poste italiane richiede, giustamente, un documento del bambino.

A febbraio tramite il sistema ‘Tupassi’, prenotai un appuntamento al comune di Ardea per fare la Carta d’identità per il bambino. Mi è stato fissato per il 10 di Giugno. All’Inps entro 30 giorni dal ricevimento del verbale bisogna comunicare tutti i dati (compreso il numero di conto). Pena, la decadenza del riconoscimento invalidità, accompagno e 104.

Ho sollecitato il comune con una Pec di urgenza. Non ho ricevuto risposta. Ho scritto al comune di Pomezia per sapere se eventualmente potessero rilasciare loro, la carta d’identità. Non ho ricevuto risposta. I tempi previsti ora, sono in scadenza. Mi restano solo 3 giorni. La scadenza per inviare tutti i dati all’Inps è il 10 marzo 2021. Dopodiché dovremmo riavviare tutta la pratica dall’inizio. Solo al pensiero inorridisco.

Non si può attendere 5 mesi per fare una carta d’identità e a maggior ragione se parliamo di bambini invalidi. Dov’è la precedenza? Dov’è la priorità prevista in questi casi? Sono disperata. Non posso iniziare le terapie previste per il bambino. Sono bloccata grazie al comune di Ardea. È Assurdo.

Sono pronta a denunciare alle forze dell’ordine ma vorrei che il comune di Ardea o gli organi preposti siano consapevoli di ciò che stanno creando ai cittadini residenti. Non solo ai disabili”.

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