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Festa della Donna, atlete esempi da seguire: sport e vita s’incontrano in gara

8 marzo 2021 | 13:02
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Festa della Donna, atlete esempi da seguire: sport e vita s’incontrano in gara

Federica Pellegrini, Martina Caironi, e Valentina Vezzali. Alcune delle grandi atlete che vincendo hanno insegnato valori sociali

Donne che fanno da esempio ad altre donne. Donne che salgono in pedana, che scendono in vasca, che vanno in pista, che prendono in mano un remo, che indossano le cinture nere delle arti marziali e donne che ammirano da fuori. Lo sport è la metafora degli insegnamenti della vita, lo sport migliora la società in cui si vive. Le donne dello sport cambiano il mondo. E trasmettono il loro carattere e il loro modo di essere a goccia d’onda per tutti i giovani e per gli appassionati.

Federica Pellegrini (foto@deepbluemedia)

Mostrano coraggio, determinazione, delicatezza, tenacia, costanza, pazienza, attenzione. Stanno nella loro gara ad affrontare avversarie, che hanno la loro stessa attitudine e che posseggono i loro stessi valori. Seguono la loro passione semplicemente, per un talento da coltivare  con cui sono nate. E’ la natura ad aver deciso che un giorno quelle donne, poi campionesse, avrebbero mostrato le loro qualità nello sport. E arrivare in cima allo sport olimpico e mondiale è certamente frutto di un duro lavoro svolto nel quotidiano. Magari andando contro i pregiudizi. Le vittorie alle Olimpiadi, ai Mondiali, le numerose medaglie vinte dalle donne nello sport sono migliaia. E sin dai primi anni del 1900. Fu una ostacolista dell’atletica la prima donna atleta della storia. Ondina Valla fece da precursore per le sportive italiane. E vinse una medaglia d’oro ai Giochi di Berlino negli 80 metri ostacoli, stabilendo il nuovo record del mondo di allora. Un cammino verso il progresso nello sport, sino ad oggi. Alla fine degli anni ‘90 le donne sono entrate a far parte anche dei Gruppi Sportivi Militari e hanno vinto, tantissimo.

Manuela Di Centa

Chi non ricorda le urla di  gioia e di sfogo, dopo i trionfi ad Atene e Pechino, di Valentina Vezzali? Così come Elisa Di Francisca o Mara Navarria. Fioretto e spada. Josefa Idem è stata la più grande canoista della storia. Manuela Di Centa ha trionfato nello sci di fondo alle Olimpiadi, ai Mondiali, rivaleggiando nei primi anni ’90 con Stefania Belmondo. Simboli di uno sport che ha proseguito a crescere, anche grazie alla loro forza e al loro coraggio  di essere donne nello sport. In un mondo dove spesso primeggiava l’uomo, ma che oggi vede protagoniste splendide campionesse, che insieme agli uomini, portano lo sport italiano in cima al mondo. Novella Calligaris nel nuoto, così come la Divina Federica Pellegrini, insieme a Simona Quadarella, fresca detentrice del record italiano nei 1500 metri stile. Alcune dell’immenso universo, ma tra le più grandi. Semplici donne che nel quotidiano illuminano vite di altre persone e che nello spor tirano fuori il carattere. Guerriere che nelle gare hanno mostrato come si combatte nella vita.

Martina Caironi

Martina Caironi, Oxana Corso, Bebe Vio. Anche l’universo  paralimpico insegna moltissimo alla vita. Atletica, scherma. Andando oltre la disabilità per trionfare nella vita e dimostrare che niente è impossibile se la volontà di una campionessa dona valori ‘alle campionesse  del quotidiano’. Madri, figlie, nonne, zie, nipoti. Imprenditrici, casalinghe, in questo tempo difficile di Covid anche disoccupate senza lavoro e sono il 99% nel mondo  del lavoro, avvocati, insegnanti, medici, infermiere. Chi non si è imbattuto in questa era di coronavirus in fotografie di camici di medici riportanti numeri o nomi di sportivi? Sta lì la differenza che fa lo sport. Sta lì la differenza che fanno le campionesse. Danno esempio a chi nella vita vive normalmente, senza gare, senza medaglie, senza  record. Perché ogni ragazza, ogni donna hanno la loro competizione quotidiana da affrontare. E salgono anche loro in pedana,  sul tatami, vanno in pista, scendono in piscina.

Se Federica Brignone scatta dal cancelletto di partenza, in cima ad una montagna alta più di 2000 metri nello sci alpino, sa che per arrivare sul traguardo a valle dovrà fare lo slalom in mezzo a porte e neve scivolosa. Dovrà dimostrare  di essere la migliore per fermare il crono prima delle avversarie. E scendere dal pendìo della montagna a quella velocità vuol  dire lasciare le paure allo start e lasciarsi  trasportare dal sogno. Se Federica Pellegrini si batte il petto prima di affrontare una gara mondiale, allora anche chi guarda  da fuori potrebbe fare lo stesso nel quotidiano. Si fa appello al cuore, al cuore forte di  una campionessa per vincere le difficoltà. Se Martina Caironi scatta con movimento velocissimo e perentorio dai blocchi dei 100 metri paralimpici insegna a lasciare alle spalle il passato e affrontare con coraggio il futuro, qualsiasi futuro si abbia di fronte. Che sia un esame all’università, che sia un problema economico da risolvere, che sia un’operazione chirurgica da superare, che sia un bimbo da curare, con la febbre alta. Lo sport entra nella vita di tutti. Le imprese sportive delle campionesse entrano nel quotidiano di altre campionesse, che vincono medaglie e raggiungono record nel quotidiano.

Le campionesse  della  scherma, del nuoto, del canottaggio, dello  sci alpino, dell’atletica, del karate, della lotta olimpica hanno primeggiato nel loro sport, dando strada ad atlete che sono venute dopo di loro e anche a quelle donne che si sono innamorate dello sport, guardandole lottare in gara e che oggi fanno parte di staff tecnici, manageriali. Fanno gli arbitri, fanno le giornaliste, le fotografe. Sull’esempio di donne che hanno vinto, altre donne hanno acceso nel cuore la passione sportiva, tracciando nuove strade e disegnando loro stesse nuovi modelli per altre donne e giovani. Uno sport che oggi, seppur ancora la strada sembra essere lunga e difficile, vede una fittissima presenza del mondo femminile.

Ed è un filo che unisce donne ad altre donne. Ed è la passione a spingere a vivere la vita, così come accade nello sport. Campionesse olimpiche e mondiali e campionesse nel quotidiano.

(foto@AugustoBizzi)

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