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Criminale di Fondi scovato in Brasile: era latitante da quattro anni

L'uomo era latitante dal maggio del 2017, a seguito una sentenza che lo condannava a una pena detentiva di 9 anni per reati in materia di stupefacenti

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Fondi – Nei giorni scorsi, è stato tratto in arresto in Brasile un uomo latitante da circa 4 anni, a seguito un’intensa attività investigativa condotta dalla Polizia di Stato e la Polizia Federale Brasiliana, sotto il coordinamento della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma.

Le indagini, dirette dal Sostituto Procuratore Generale dottor Alberto Cavallone, sono state portate avanti da un pool di agenti della sezione Antidroga della Squadra Mobile di Latina e della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Fondi, in collaborazione con personale del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. In particolare, tra i mesi di ottobre e novembre 2019, il gruppo investigatori iniziava le ricerche, anche attraverso attività di intercettazione telefonica ed ambientale, finalizzate alla cattura dell’uomo latitante dal maggio del 2017, a seguito una sentenza che lo condannava a una pena detentiva di circa nove anni, per reati in materia di stupefacenti.

Le risultanze confermavano come il ricercato avesse lasciato il territorio nazionale, e si fosse allontanato definitivamente dalla città di Fondi, di cui era originario; i successivi approfondimenti investigativi permettevano a distanza di un anno di localizzare, in Brasile, il ricercato, il quale si era perfettamente integrato all’estero svolgendo lavori per un’impresa di costruzioni.

In questi mesi, nonostante le difficoltà imposte dalla emergenza sanitaria pandemica, le indagini sono proseguite, oltreoceano, senza soluzione di continuità, e permettevano di localizzare il latitante nella periferia di San Paolo, dove veniva catturato e ristretto in carcere, in attesa di essere estradato.

Nell’anno 2011 venne tratto in arresto assieme ad altri due uomini, i quali nascondevano in un edificio rurale, in provincia di Roma, 295 Kg di hashish, e numerose cartucce di vario calibro. Lo spessore criminale del ricercato trova ulteriore riscontro nelle indagini che, nell’anno 2012, portano al suo arresto, nell’ambito dell’operazione “San Magno”, unitamente ad altre 30 persone.

Nel contempo, l’uomo venne individuato come facente parte di un più vasto gruppo criminale dedito allo spaccio di droga anche in ambito internazionale ed inserito nelle risultanze dell’operazione denominata convenzionalmente “Castillos”, la quale aveva portato al sequestro di 500 chili di hashish attraverso indagini che documentavano l’esistenza di due agguerriti gruppi criminali.

Dopo due circa due anni trascorsi in carcere, l’uomo viene scarcerato e posto agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Fondi per un ulteriore anno. In seguito, per ulteriori tre anni, gli vennero imposti degli obblighi di dimora e di presentazione alla P.G. L’uomo, prima della emissione della sentenza definitiva di condanna, emessa dalla Suprema Corte di Cassazione nel maggio del 2017, che lo condannava a una pena detentiva di anni 9, mesi 1 e giorni 12 di reclusione, faceva perdere le proprie tracce, lasciando il territorio nazionale.
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