Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Ponza in controtendenza: calano i contagi. Ma per l’estate il sindaco chiede la vaccinazione di massa

Nelle isole pontine si teme per l’invasione di turisti, specialmente minori non accompagnati, che sono tra quelli che meno rispettano le restrizioni

Ponza e Ventotene – Da lunedì 15 marzo il Lazio sarà in zona rossa, per via dell’alto numero dei contagi registrati. Una situazione questa, che sembra andare in controtendenza a Ponza, dove, come ha spiegato il sindaco, Francesco Ferraiuolo, “la trasmissione del contagio sembra essersi sensibilmente rallentata o, comunque, non siamo più alle decine di casi, come nei giorni di picco.

Da alcuni giorni – sottolinea il Primo cittadino – non si registrano nuovi contagi. D’altra parte, il picco era relativo e circoscritto ad un ambito familiare, anche se piuttosto grande.” Una situazione che, secondo il Sindaco, sarà sicuramente aiutata dalle regole più stringenti della zona rossa.

Il Sindaco: “Si teme per la stagione estiva”

Ma, per quanto il nuovo provvedimento includa restrizioni fino alla fine delle festività pasquali, nelle isole pontine si teme per l’invasione di turisti, specialmente minori non accompagnati, che spesso sono tra quelli che meno rispettano le restrizioni, “e che, nelle ore notturne, danno luogo a fenomeni di assembramento, movida, molestie e schiamazzi.”

Una situazione resa ancor più esasperata dal rischio di non potersi spostare non solo all’estero, ma anche da regione a regione, andando ad incrementare il flusso del turismo di prossimità. Una preoccupazione tale che ha spinto il sindaco Ferraiuolo ha scrivere una lettera agli isolani, in cui sottolinea “l’invito a tutti gli esercenti dell’attività ricettive dell’isola a non dare in locazione camere o appartamenti ai minorenni privi di accompagnamento genitoriale o, comunque, di persona maggiorenne debitamente ed espressamente delegata dai genitori per la vigilanza dei propri figli.”

Nella stessa lettera, il Primo cittadino rivolge un sentito appello anche ai genitori, spronandoli ad accompagnare i propri figli in vacanza per evitare che “siano attori o restino coinvolti in incidenti di varia tipologia, scansando, quindi, possibili responsabilità giudiziarie.”

In merito, per evitare spiacevoli situazioni si stanno prendendo le dovute misure. In primis, sottolinea Ferraiuolo: “chiederò al Prefetto e al Questore di Latina di inviarci, in considerazione del flusso turistico che approderà sull’isola, un rinforzo consistente delle Forze dell’ordine.”

Il Primo cittadino: “Abbiamo richiesto la vaccinazione di massa”

Ma, se da un lato, va evitata un’invasione dannosa, spesso solo fine a se stessa, è anche vero che l’economia locale, principalmente legata al turismo balneare, non può andare in fumo.

Per questo, sia il sindaco di Ponza, che quello di Ventotene, hanno chiesto la vaccinazione di massa, da effettuare in loco, al fine di poter creare una situazione “Covid-free”, in grado di incentivare la popolazione locale all’accoglienza e di “guidare” i turisti nella scelta della località. Un’idea questa, che lo stesso sindaco Ferraiuolo ha assicurato di aver già proposto ai vertici della Asl, che avrebbero dato il loro consenso, non appena vi saranno le dosi di vaccino necessarie.

Un’idea, infine, che è stata accolta anche dall’Ancim (associazione nazionale comuni isole minori), che ha chiesto alle autorità nazionali di adottare, per tutte le piccole isole, la stessa politica vaccinale della Grecia e delle Canarie, che, al giorno d’oggi, presentano una immagine turistica di destinazione turistica sicura.

“Per tanto, per le nostre esperienze – sottolineano dall’Ancim – le priorità di vaccinazione sono le seguenti: personale marittimo, pendolari, personale impiegato nella raccolta dei rifiuti solidi urbani, soggetti a rischio come i malati oncologici, i lavoratori dell’indotto turistico-commerciale, gli studenti e, infine, il resto della popolazione locale.”

Ma per quale motivo bisognerebbe vaccinare in massa tutta la comunità locale delle isole minori? “Questi territori – spiegano dall’Ancim – oltre a rappresentare un importante patrimonio culturale italiano, contribuiscono in maniera significativa al gettito economico del Bilancio dello Stato. Inoltre, il 90% delle isole minori – pari a 35 comuni, per un totale di circa 240mila abitanti – sono sprovviste di strutture ospedaliere, in alcune, addirittura, il medico di base è presente soltanto due volte la settimana.”

Questo, per l’Ancim è quindi il grido di allarme che queste comunità lanciano al Governo: “Le isole minori, tenuto conto dei disagi derivanti dall’insularità e dall’economia stagionale, stanno morendo. Non si può più aspettare, bisogna organizzarsi.”

Il Faro online – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Ponza