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Palestre e piscine ancora chiuse, Barelli: “La botta finale”

Il recente decreto vieta la riapertura gli impianti sportivi. Il Presidente della Federnuoto in difesa di un mondo in crisi

Roma – Non riapriranno palestre, piscine e centri sportivi. Neanche in zona arancione. Nelle regioni in cui si scala di colore. E il lamento dello sport e dello sport di base prosegue, senza sosta.

Perdite economiche, istruttori a casa e praticanti orfani di corsi e di benessere psico – fisico. Sta lavorando il Sottogretario allo Sport per risollevare un mondo in ‘quasi rovina’. Valentina Vezzali ha chiesto ingenti investimenti, soprattutto per lo sport di base che non viene praticato nelle periferie italiane. Sono pochi 700 milioni, ne servono di più per placare la ruggine che avanza nelle palestre e l’usura che aumenta nelle piscine. 120 mila posti di lavoro persi o che si stanno lentamente perdendo.

Poco fa è tornato a tuonare contro questa grave crisi dello sport il presidente della Federnuoto Paolo Barelli e deputato di Forza Italia in Parlamento: “Questa è la botta finale, lo sport è martirizzato”. Ha dichiarato all’Adnkronos.

Nelle regioni di colore rosso lo sport è totalmente fermo, anche nei centri sportivi in cui si potrebbe praticare  all’aperto se la situazione pandemica lo consentisse. Gli atleti di interesse nazionale continuano la loro preparazione agonistica e allenamenti in vista degli eventi internazionali, come quello delle Olimpiadi. Ma non sono vaccinati tutti. E Malagò e Pancalli alzano la voce per questo.

E’ un universo in fermento quello sportivo. Aperture e vaccini. Cosa accadrà?

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