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Centri vaccinali, Barelli: “Ci stiamo accordando con la Asl Roma 3 per il polo natatorio di Ostia”

La crisi delle piscine chiuse e il programma vaccinale che coinvolge anche il mondo dello sport. Il Centro Federale lidense per i cittadini

Riccione – Nelle ore precedenti agli Assoluti di nuoto in svolgimento a Riccione, già il commissario tecnico della Nazionale Cesare Butini aveva parlato di ‘resilienza’ dell’intero movimento natatorio italiano. E probabilmente non potrebbe essere diversamente se le piscine chiuse e le palestre deserte, insieme allo sport  di base, soffrono una gravi crisi economica e sportiva. Il nuoto sta affrontando un tempo difficilissimo di chiusure. I gestori sono allo stremo e non si contano più i danni arrecati.

Ma le piscine non sono solamente strutture acquatiche dove i tantissimi frequentatori italiani possono migliorare il proprio stato di salute (e quindi evidentemente più grave la loro chiusura), ma rappresentano anche sedi delle migliaia di società sportive che in tutta Italia fanno crescere talenti. I più grandi tra Gregorio Paltrinieri, Federica Pellegrini e lo stesso Massimiliano  Rosolino prima di loro, hanno iniziato con zainetto in spalla e ciabattine proprio all’interno di quelle piscine che oggi sono serrate a causa della diffusione della pandemia. Il Covid ha alterato il presente sportivo di molti atleti e cambiato prospettive a breve termine. Tempistiche già fondamentali per la crescita dello sport. E allora a riguardo dello stato attuale di crisi delle società sportive tesserate con la Federnuoto, il presidente Paolo Barelli, prima dell’inizio della terza giornata degli Assoluti  di ieri, ha ringraziato tutto il movimento. Perché a un torneo del genere si arriva, non solo per meriti sportivi, ma anche per primati gestionali. Oggi detti proprio così: “Voglio ringraziare le nostre società che hanno permesso nei passati tredici mesi di far allenare gli atleti, con sacrifici enormi e non so come ce l’abbiamo fattaha detto a Raisportmi auguro che arrivino presto a loro sostegni”. Lo chiede e lo ribadisce Barelli. Servono due miliardi di euro (leggi qui) per rimettere in sesto il nuoto e lo sport: “Ormai siamo abituati a gareggiare in bolla con costi organizzativi enormi, così sarà anche agli Europei di Budapest”.

Speriamo che l’emergenza Covid-19 finisca al più prestoha proseguito il Presidente della Federnuotonon ce la facciamo più socialmente ed economicamente. Mi aspetto dal Governo sostegni importanti che permettano a tutto lo Sport di andare avanti. E’ in gioco la saluta e l’attività motoria degli italiani che è fondamentale in una società evoluta come la nostra”.

Anche lo sport fa del suo in questo momento di crisi sanitaria. E come già indicato da Sport e Salute per tutto il mondo dello sport (leggi qui), anche la Federnuoto sta mettendo a disposizione i centri natatori per organizzare gli hub vaccinali (leggi qui). Barelli nel suo intervento ha concluso: “La proposta di far diventare i centri federali hub per i vaccini è già in atto; siamo in contatto con l’Asl di Roma 3 per mettere a disposizione la struttura di Ostia”.

Dallo sport alla rinascita. Tutta intera. Ma anche quest’ultimo ha necessità impellenti di rinascita.

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