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Parco del Circeo, figuracce e nomine. Una terna… al lotto

Dopo le bocciature, il Parco è a caccia della terna per la nomina del direttore. Il senatore di FI Giro ha presentato un'interrogazione al Ministero competente

Circeo – Sotto il sole del Circeo, il Parco Nazionale continua ad essere al centro delle polemiche sulla paralisi amministrativa che, ormai, va avanti da mesi, a cui aggiungono quelle avanzate da ambientalisti e animalisti circa il triste destino a cui l’Ente avrebbe condannato i daini (che, nel Parco, sono in sovrannumero).

Una situazione non facile quella del Circeo, che, un mese fa, oltre a ritrovarsi senza direttore (il mandato di Paolo Cassola si è concluso il 30 ottobre del 2020), ha visto arrivare anche le dimissioni del presidente Antonio Ricciardi.

La doppia bocciatura e il rischio di una nuova figuraccia

Una situazione non facile perché l’Ente ha già collezionato due figuracce di fronte al Ministero competente (ora denominato per la transizione ecologica), che ha bocciato entrambe le volte (a settembre e a dicembre) la terna presentata per la nomina del nuovo direttore (La procedura è complessa. Si parte da un avviso pubblico che stabilisce i criteri, poi si esaminano i curriculum dei candidati, il consiglio direttivo propone al Ministero una “terna” dal quale il Ministero sceglie il nuovo direttore).

Una figuraccia resa ancor più importante dal fatto che, per due volte, il Parco avrebbe commesso lo stesso errore: la prima “bocciatura”, infatti, sarebbe dovuta alla presenza, nell’avviso, di criteri non previsti dalla legge per l’individuazione dei curriculum idonei a ricoprire la carica.

Il Parco, preso atto della nota del Ministero, protocollo 12177, ha revocato in autotutela lo stesso avviso, stabilendo di ricominciare di nuovo, con un secondo avviso. Salvo poi, ripetere la scena con il secondo avviso e con la terna avanzata il 29 dicembre, come dimostrato dalla delibera (leggi qui), che convocava il consiglio direttivo del Parco (da remoto) con lo scopo di annullare l’individuazione di quella terna.

Viene da chiedersi come sia possibile… ma, nonostante i tanti dubbi e le tante domande, l’Ente ha la possibilità di uscire da questa incresciosa situazione, mettendo fine alla paralisi amministrativa che lo ammanta come una fitta nebbia, tornando a vedere finalmente la luce grazie alla prossima terna (il prossimo 6 aprile, da remoto, sarà convocato il Consiglio direttivo per l’approvazione del bando per l’individuazione della rosa dei tre nomi).

L’interrogazione del senatore di FI

C’è chi, però, non crede troppo alla possibilità di redenzione del Parco del Circeo e, per questo, pur di vederci chiaro, ha scelto di scendere in campo, presentando un’interrogazione al Ministero per la transizione ecologica.

Parliamo del senatore di Forza Italia Francesco Giro, che, in primis è intervenuto sulla paralisi amministrativa, chiedendo di risolvere la crisi istituzionale “scongiurando che non siano riproposti dirigenti apicali che nell’ultimo decennio non hanno dato migliore prova” (il riferimento è all’ex Presidente Gaetano Benedetto e all’ex direttore Paolo Cassola).

Il senatore è poi passato al “bando di fuoco”, quello che vede protagonisti i daini. Sul tema ha chiesto la revoca in autotutela degli stessi per quanto riguarda le adozioni a scopo alimentare e venatorio, che portano all’uccisione dei daini; la modifica dell’avviso per la formazione degli operatori del Parco, “cancellando la previsione dell’abbattimento diretto” dei daini; e, infine, la modifica delle pesanti condizionalità che rendono impraticabile l’adozione “a scopo ornamentale”.

Le voci di corridoio…

Da una parte, quindi, c’è il Parco. C’è la tensione alle stelle, la consapevolezza di essere nel mirino del Ministero, dell’associazionismo ambientalista. C’è la speranza di non fare l’ennesima figuraccia, di trovare la terna giusta nel modo giusto, ma anche la consapevolezza del rischio che si sta correndo.

Dall’altra parte c’è il senatore Giro che ha messo le mani avanti, chiarendo al Parco di non pensare di risolvere quest’annosa vicenda rispolverando vecchi nomi che l’hanno guidato, a detta dello stesso senatore, in maniera non così eccellente.

Infine, ci sono le voci di corridoio… Un borbottio che annuncia una possibile terza via: quella dello scioglimento del Consiglio direttivo, azzerando, così anche l’ultimo pilastro dell’Ente rimasto ancora in piedi… Per poi ripartire da lì.

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