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Disagi per i tamponi in alcune scuole, le precisazioni del Comune di Terracina

"L’organizzazione dell’ingresso a scuola degli alunni e dell’accesso dei ragazzi che hanno scelto di eseguire il tampone non è in alcun modo riconducibile al Comune".

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Terracina  – “I disagi verificatisi stamattina in alcune scuole per l’effettuazione dei tamponi meritano una spiegazione e un chiarimento” – è quanto afferma in una nota il Comune di Terracina.

“Il Comune di Terracina ha acquistato e messo gratuitamente a disposizione i tamponi e il personale per eseguirli, grazie alla collaborazione con la locale Unità Territoriale della Croce Rossa Italiana che ha allestito 4 squadre di personale sanitario. Con una nota, quindi, sono stati comunicati alle scuole gli orari di arrivo del personale sanitario nei plessi nella mattinata di oggi. L’organizzazione dell’ingresso a scuola degli alunni e dell’accesso dei ragazzi che hanno scelto di eseguire il tampone non è in alcun modo riconducibile al Comune.

In nessun punto della nota in questione e in nessuna altra circostanza il Comune ha mai detto alle scuole che gli alunni che hanno scelto di eseguire il tampone non sarebbero dovuti entrare regolarmente insieme agli altri e attendere fuori con un genitore. La nota non recava un calendario di appuntamenti, ma solo l’orario di arrivo nel plesso da parte del personale, presupponendo la presenza degli alunni già in classe, da chiamare al momento del tampone. Non è compito del Comune e men che meno desiderio entrare nelle dinamiche organizzative delle scuole, ci mancherebbe altro.

Amareggia il fatto che l’idea di realizzare lo screening direttamente all’interno dei plessi scolastici sia nata proprio per esonerare i genitori dall’obbligo di accompagnare i figli presso un drive in e potersi dedicare ognuno alle proprie attività dopo aver lasciato i ragazzi a scuola in sicurezza, senza problemi. In altre scuole tali disagi non si sono infatti verificati.

Spiace per tutti, soprattutto per quelle famiglie che avevano scelto di far controllare i propri figli dimostrando apprezzamento per l’iniziativa e invece sono stati costretti ad attese ingiustificate, con il paradosso del rischio di assembramenti. Comunque questa è stata un’esperienza da cui trarre un insegnamento che si rivelerà molto proficuo per tutte le iniziative future”.
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