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1956-1978, arriva in libreria “Il ventennio d’oro del cinema italiano”

La storia del cinema italiano è dunque una storia ricca di eccellenze con generi, pellicole, registi e attori entrati nella memoria collettiva

Lo scaffale dei libri  – “Il ventennio d’oro del cinema italiano. Quattro lustri di illustri” (Graus Edizioni, pp. 240) di Ciro Borrelli, Gianmarco Cilento e Domenico Palattella è un saggio che ripercorre vent’anni del nostro cinema, che ha toccato le sue vette negli anni che vanno dal 1956 al 1978, riuscendo ad imporre – in modo brillante, acuto e rigorosamente malizioso – i suoi nomi più illustri anche fuori dai confini nazionali, grazie alla genialità comica di Totò, al superspettacolo d’autore di Fellini e Visconti, oppure all’eleganza di Mastroianni, fino alla perfezione di Virna Lisi. E, soprattutto, grazie allo sperimentalismo di Antonioni, al brio di Risi, alla sensualità di Bertolucci, ai tratti grotteschi di Lina Wertmüller, all’affresco storico di Luigi Magni, al cinema politico di Elio Petri, e molti altri.

“Proprio grazie ai film, spesso neppure recensiti sui grandi quotidiani, infatti, si può iniziare a recuperare il corpo, lo spessore e il retrogusto di una poetica pressoché unica anche nel ricco e composito quadro messo sotto la lente d’ingrandimento da Borrelli, Palattella e Cilento”, dichiara il critico cinematografico Valerio Caprara, autore della prefazione.

La comicità italiana ha radici profonde all’interno dell’anima della nostra nazione, nel nostro inconscio collettivo. Un ventennio in cui il cinema italiano ha fatto i conti con l’eredità neorealista, ormai interiorizzata e rielaborata in maniera più divertente (ma mai superficiale), riuscendo a comunicare messaggi profondi anche al pubblico più generalista. Il cinema di questi anni rappresenta un’Italia che è al tempo stesso divisa e unita, conformista e folle, tragica e comica.

Un ventennio in cui il cinema italiano, rinato grazie al Neorealismo, affronta una serie affascinante di autori e linguaggi. Quattro lustri raccontati attraverso l’occhio scrupoloso di tre distinti studiosi, “un libro tutt’altro che pleonastico o derivativo nonché adatto a un ampio arco di lettori. Un encomiabile lavoro comparatistico e bibliografico che i tre autori hanno portato a termine, affrontando difficoltà d’aggiornamento e orientamento enormi”, afferma Valerio Caprara, nella prefazione.

Completano il volume quattro interviste esclusive a Carlotta Bolognini, Erminia Ferrari Manfredi, Vito Molinari e Marco Risi.

“Il cinema italiano avrà una rapida espansione e diffusione, dagli anni della Prima Guerra Mondiale alla ripresa dopo la crisi del muto – verso la fine degli anni Venti – grazie all’avvento del sonoro. Sotto il fascismo si proseguirà a corrente alternata; il regime fu attento e sensibile a capire la potenza che il cinema avrebbe potuto esprimere come strumento di propaganda, pertanto cercò di salvaguardarlo. Si esploderà poi nell’immediato dopoguerra con i film neorealisti che raccontavano la resistenza partigiana, le condizioni sociali delle classi più povere. I protagonisti non erano degli eroi, dei re o dei prodi cavalieri, ma operai, contadini, uomini semplici e comuni. Non erano film di evasione, ma lungometraggi che descrivevano la situazione difficile che attraversava l’Italia, con occhio critico, nel modo più fedele possibile alla realtà”.

La storia del cinema italiano è dunque una storia ricca di eccellenze con generi, pellicole, registi e attori entrati nella memoria collettiva. Il ventennio d’oro del cinema italiano è un testo che riesce ad avvicinare sia i cinefili, profondi conoscitori di cinema, che i lettori meno esperti, ma che comunque amano il cinematografo.

Gli autori

Ciro Borrelli, nato a Napoli nell’aprile del 1973, è sposato e ha una bambina. Dipendente pubblico, scrittore e saggista, laureato in Scienze storiche. Pubblica, nel 2017, con la casa editrice Kairòs, serie ORO: Peppino De Filippo, tra palcoscenico e cinepresa; nel 2018, per la casa editrice Apeiron, serie ORO: Totò con i 4 insieme a Domenico Livigni. Pubblica, inoltre, il giallo-poliziesco I lupi e i pellicani con la casa editrice Homo Scrivens uscito nel marzo del 2019 e Pensavo fosse un comico, invece era Troisi con l’editore Phoenix Publishing, serie ORO, uscito nel 2020.

Gianmarco Cilento, classe 1992. Saggista e critico cinematografico, laureato in Analisi del film, collabora con le testate “DassCinemag” (gestita dalla Sapienza Università di Roma), e “Il Marsili Notizie”. Per i nostri tipi ha scritto Peppino di Capri e i suoi Rockers (2018), suo libro d’esordio, e ha in preparazione una monografia su Roberto Benigni. Ha tenuto lezioni di cinema in varie associazioni culturali.

Domenico Palattella nasce nel novembre del 1988. Scrittore, giornalista e critico cinematografico professionista dal 2015, nonché critico d’arte e cinematografico dell’AIAM (Accademia internazionale d’Arte Moderna). È presidente e socio-fondatore dell’Associazione cinematografica “La Dolce Vita” e docente di Critica cinematografica e Storia del cinema presso alcuni enti pubblici culturali, tra cui il Lucania Film Festival. È autore di diversi libri, tra cui L’Italia del cinema dagli anni Sessanta agli anni Novanta. Mito, storie, curiosità con Dellisanti Editore, 2019 e Una chiorma di amici-la generazione d’oro del cinema italiano con Kairòs Edizioni (2020).
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