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“Si continua a navigare a vista, manca una visione di città”, ecco Terracina sei mesi dopo le prime elezioni al tempo del Covid

Com’è la Terracina del presente, a distanza di sei mesi dal voto? A rispondere alle nostre domande è stato Gabriele Subiaco, co-portavoce di Europa verde ed ex candidato sindaco

Terracina – Sono passati circa sei mesi da quando, a Terracina, si sono tenute le prime elezioni al tempo del Covid. Una campagna elettorale difficile, piegata dalle esigenze della pandemia e dalle misure di contenimento che questa richiede. Una campagna elettorale infinita, considerato che, per colpa dello stesso virus, le elezioni sono state rimandata di un’intera stagione (dalla primavera all’autunno).

Una campagna elettorale che, dopo un sudatissimo ballottaggio (nonostante il margine di duemila voti dall’avversario ottenuto già al primo turno), ha visto trionfare Roberta Tintari, erede dell’ex sindaco Procaccini (ora volato a Bruxelles in qualità di eurodeputato), che, nell’ultimo anno, aveva già ricoperto il ruolo di vicesindaco facente funzioni.

Ma com’è la Terracina del presente, a distanza di sei mesi dal voto? A rispondere alle nostre domande è stato Gabriele Subiaco, co-portavoce di Europa verde ed ex candidato sindaco.

Subiaco: “Si continua a navigare a vista, manca una visione di città”

“Certamente sono stati mesi difficile a causa della pandemia, ma, dalle elezioni ad oggi, abbiamo visto davvero poco di concreto sul fronte ambiente, lavori pubblici, gestione dei beni archeologici e culturali.

Soprattutto, abbiamo visto poco in tema di politiche di sviluppo economico e parlo di agricoltura, pesca e turi smo sostenibili, lavoro e imprese, anche con le opportunità offerte dalla Green e Blu economy.

 

Si continua a navigare a vista. Si gestisce l’ordinaria amministrazione, ma manca una visione di città, una capacità di pianificare e di progettare il futuro. Bisognerebbe partecipare ai bandi per accedere a risorse economiche importanti per la riqualificazione in chiave sostenibile del territorio e dei suoi servizi oltre che a promuovere nuove opportunità di lavoro e di impresa. Un aspetto fondamentale soprattutto in previsione dei fondi del Recovery Plan che saranno assegnati anche ai Comuni per le loro esigenze di sviluppo, ma che richiedono competenze progettuali complesse di cui la nostra Amministrazione oggi risulta assolutamente carente.

Da parte nostra, speriamo che il completamento dei lavori di recupero e restauro del Teatro Romano e la riapertura, ci auguriamo prossima, del Palazzo della bonificazione pontina, sede del museo cittadino, chiuso a seguito dei danni riportati dopo l’uragano che funestò la città il 28 ottobre del 2018, diano a questa città la scossa per farla ripartire da tutti i punti di vista.”

Terracina e il Covid, Subiaco: “Gestione carente della pandemia”

Ma se la pandemia ha reso complicate le elezioni, è difficile pensare che questo mandato non sia intrinsecamente legato al Covid stesso. Per cui, come viene gestito il coronavirus in città?

“In questi mesi, abbiamo assistito – spiega Subiaco – a una gestione della pandemia del tutto carente su diversi piani. Sul piano sanitario, abbiamo visto una gestione approssimativa e lenta dei tamponi e dei vaccini a cominciare dall’odissea per la predisposizione a Terracina di un Drive-in, all’ultima fallimentare operazione di tamponi al rientro degli alunni nelle scuole il 7 aprile scorso, senza dimenticare l’incresciosa vicenda della TAC (che, lo ricordiamo, è arrivata al Fiorini lo scorso 8 aprile).

Sul piano dei servizi sociali in cui è stata totale l’assenza dei servizi assistenziali predisposti per le persone con disabilità, gli anziani e le famiglie in difficoltà, lasciate sole a gestire le conseguenze della pandemia.” Gestione confusa anche sul piano economico dove, secondo Subiaco, sono state “scarse e poco tempestive le misure predisposte dal Comune a sostegno delle categorie più colpite, alle quali non solo non è stato assicurato nessun concreto aiuto economico ma neanche un supporto adeguato per poter accedere ai ristori statali e regionali.”

Eppure, la gestione del Covid sarà cruciale anche per l’approssimarsi della bella stagione. “Innanzitutto – spiega Subiaco – ci auguriamo, per gli operatori del settore, che sia una buona stagione, nonostante le difficoltà.

Ci auguriamo anche che i soldi che arriveranno dalla Regione (3 milioni per tutti i comuni costieri del Lazio) siano spesi meglio dell’anno scorso, in particolare per consentire una fruizione in sicurezza delle spiagge libere, troppo spesso abbandonate al loro destino, assicurando i servizi minimi necessari a partire da quelli igienici e di salvamento, predisponendo una opportuna cartellonistica con informazioni aggiornate e accurate.

Ma ci auguriamo anche ci siano controlli e operazioni di sanificazione per usufruire in sicurezza del trasporto pubblico locale, visto il pericolo di contagio derivante dall’utilizzo degli stessi come emerso in una recente campagna di controlli effettuata dai NAS dei Carabinieri nella nostra provincia.”

Mitigazione del rischio idrogeologico: il rallenty di Terracina

E ancora: per Terracina, un tema fondamentale è quello della mitigazione del rischio idrogeologico (un’ampia porzione del territorio comunale, con migliaia di persone a rischio, soffre del pericolo frane e alluvioni).

Cosa è stato fatto sul tema? “Pur essendo previsti interventi a riguardo nel Piano Triennale comunale delle opere, le cose – spiega Subiaco – procedono molto a rilento, come nel caso della messa in sicurezza del Monte Cucca, della gestione dell’erosione costiera che devasta ampi tratti della nostra costa o dell’insabbiamento del porto con l’altra odissea della draga, mentre occorrerebbero molte più risorse oltre che competenze adeguate per velocizzare gli iter per la realizzazione degli interventi.

Il punto più sorprendente e davvero inspiegabile è però il fatto che continuiamo a non cogliere le opportunità di finanziamento come quelle offerte dalla legge 145/2018 per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio. Addirittura, non partecipiamo neppure ai bandi.”

Uno sguardo al presente: Terracina e le annose vicende giudiziarie

Parlare di Terracina negli ultimi sei mesi è impossibile senza declinarla al tempo del Covid, certo, ma anche senza parlare delle annose vicende giudiziarie che l’hanno vista protagonista, suo malgrado.

“Sono molte vicende che hanno coinvolto anche l’amministrazione con alcuni casi eclatanti in tema di urbanistica come quello della ex Pro Infantia (attualmente sottoposta a sequestro).

Caso che ha scoperchiato un quadro di applicazione locale della Legge regionale n.7 del 2017 sulla rigenerazione urbana che lascia spazi enormi a interventi edilizi di tipo speculativo e che ci lascia molto preoccupati per il destino della Villa Adrover e di tutto il nostro prezioso lungomare e della nostra costa già martoriati da uno storico abusivismo edilizio.”

Non solo ex Pro Infantia. Recentemente, infatti, all’ombra del Tempio di Giove sono piovuti avvisi di garanzia a imprenditori, tecnici e politici, tra cui il Presidente del Consiglio comunale, per la gestione del demanio marittimo.

“Una vicenda – spiega Subiaco – che ha scosso la città e che vede una indagine della procura attualmente in corso e anche una interrogazione parlamentare, davanti alla quale ci aspettavamo una presa di posizione consapevole della Sindaca la quale, invece, ha dichiarato l’assoluta inesistenza del malaffare e della presenza di interessi legati alle mafie ed ai clan nella nostra Città.

Noi, al riguardo, abbiamo chiesto, per ragioni di opportunità politica, l’autosospensione del Presidente del Consiglio comunale attualmente indagato.”

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