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Ladispoli, è polemica sul tempo pieno dell’Ic Corrado Melone

Azione, Italia in Comune, Italia Viva, Psi: "Una delle principali scuole della città non ha un refettorio di dimensioni a norma per il numero di utenti".

Ladispoli – “In questi giorni la Città ha assistito impotente e scandalizzata a quanto accade (di nuovo) all’I.C. “C. Melone”, in merito alla questione refettorio della scuola in un silenzio del Comune di fronte all’ennesima dimostrazione di quello che è un fatto inoppugnabile, a prescindere da cosa se ne pensi dell’annosa vicenda del polifunzionale o “teatro” Vannini che dir si voglia”.

Lo affermano in una nota gli esponenti di Azione, Italia in Comune, Italia Viva, Psi, che proseguono: “Ovvero che una delle principali scuole della città non ha un refettorio di dimensioni a norma per il numero di utenti, che in tempi pre-Covid lo utilizzavano per il doppio della capienza consentita, e che i bambini della materna (3-5 anni) mangiano a tutt’oggi sui banchi dei ragazzi delle medie!

E’ inoltre assurdo che il Sindaco sostenga come soluzione l’idea di ridurre i bambini perché è proprio di un maggior numero di classi per il tempo pieno che hanno bisogno le famiglie di Ladispoli, per gli ovvi motivi economici di far lavorare entrambi i genitori!

Non solo, anche le donne della nostra città che desiderano una parità di genere sotto ogni aspetto, hanno bisogno di un sistema del tempo pieno che consenta loro di poter lavorare con serenità mentre i loro figli vengono accuditi ma soprattutto formati per 8 ore.

Constatiamo infine che il sindaco Grando e i suoi assessori (prima Cordeschi, oggi Bitti) non stanno facendo altro che accampare scuse, tacciare i genitori di essere manipolati e accusare il Dirigente di essere politicamente esposto.

I nostri Partiti credono invece nel valore fondamentale del tempo pieno (in qualsiasi Istituto) e chiediamo pertanto al Sindaco Grando e all’Assessore Bitti di dare riscontro alle richieste già inoltrate dal Dirigente e dal Comitato Genitori dell’Istituto “C.Melone”, spiegando ai Cittadini di Ladispoli:

–  per quale motivo non si è provveduto a dotare la scuola di locali mensa di dimensioni adeguate ai circa 1.000 alunni che ne dovrebbero usufruire, come da numerosissime richieste inoltrate dal Dirigente e dal Comitato Genitori ?
–  per quale motivo non è stato dato riscontro alla richiesta di una tensostruttura da usare come spazio mensa;
–  per quale motivo non è stato dato riscontro alle richieste di adeguamento degli arredi mensa, non adatti per bambini della materna che devono mangiare sui banchi a misura di ragazzi delle medie;
–  per quale motivo non è stato dato seguito alle richiesta di intervento e messa in sicurezza degli impianti antincendio;
–  I container parcheggiati alla “Melone” sono “aule Covid” (come sostiene il Sindaco Grando) o “aule per attività didattiche” (come sostiene l’Assessore Bitti) ? O solo uno spreco di soldi visto che nessuna delle due opzioni (già disponibili) era stata richiesta dall’Istituto?

ed in generale:

–  quali fondi Covid, tra quelli resi disponibili ormai da un anno, sono stati impiegati e come per mettere in sicurezza le nostre scuole?
–  come mai ad oggi non è stato ancora emesso il regolamento per consentire – anche ai genitori delegati dalle scuole – le ispezioni al centro pasti che eroga il servizio mensa scolastico?

Ci aspettiamo infine che dopo aver contratto mutui per 3 milioni di euro da investire in asfalto, aver venduto terreni comunali a Ferragosto e aver organizzato inaugurazioni in pieno Covid, non ci venga risposto che per i bambini e i ragazzi di Ladispoli non ci sono soldi per la sicurezza nelle scuole, per locali mensa adeguati o tempo per redigere regolamenti di ispezione della mensa il cui contratto è attivo ormai da molti anni”.
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