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Lettere al direttore

Ridare dignità ai lavoratori: siamo alla soglia di un forte scontro civile

Roberto Tasciotti commenta la condizione di molti lavoratori a causa delle restrizioni dovute alla pandemia

Centinaia di migliaia di esercizi commerciali turistici sportivi e culturali non riescono più a reggere le chiusure
Di fronte a questo impoverimento, con il dramma di non poter sfamare una famiglia, si è pronti a tutto.
Visto il ritardo delle vaccinazioni previste, non si può più restare chiusi perché gli esercenti “non hanno nulla da perdere se non le catene” ( Retaggio marxista).
Ricordo che ristoranti, bar, palestre, teatri ,cinema, alberghi, balneari, settore turistico sono i più sicuri per la loro capacità organizzativa. Lo Stato deve spostare o avrebbe dovuto spostare l’attenzione sui mezzi pubblici.

Una cosa reputo fondamentale il rispetto del lavoratore. Non può essere la gendarmeria, braccio dello Stato ad agire, sollevando le forze dell’ordine dai già gravosi compiti che li attendono ogni giorno. Fiducia e rispetto sono gli imperativi.
Il Comune ha il dovere, invece di prussianizzare il territorio con droni, elicotteri e pattugliamenti, di sostenere i lavoratori che ormai sono al collasso. Questo stato di cose rende i lavoratori poveri, vulnerabili e ricattabili.

A ciò si aggiungano le condizioni di lavoro in molti settori. Ci troviamo, a causa di fallimentari piani industriali, a veder mandare al fallimento importanti marchi del nostro Paese. I lavoratori dell’Alitalia ne rappresentano le conseguenze.
Ci sono poi le grandi aziende che premono sempre più per tagliare i costi , secondo la logica spietata della concorrenzialità, riducendo il lavoratori alla schiavitù.

Il capitalismo nella recessione taglia i costi del capitale variabile, ossia il salario. La stessa flessibilità, tanto decantata, è stata un vantaggio per i datori di lavoro, ma una tragedia per i lavoratori. Tradotto significa precariato. Vuol dire non poter pianificare il proprio futuro. Chi si azzarda ad avere un figlio oggi è un eroe o un incosciente.

E la sinistra che fa per la classe lavoratrice? Ha fallito, ha abdicato a politiche socialdemocratiche e liberali.
L’affermazione di Marco Rizzo che ha detto : “ io non sono di sinistra, sono comunista”, credo sia esaustiva.
Come afferma il regista Ken Loach, in una recente intervista,” la sinistra deve tornare alla lotta di classe
Mettere i diritti dei lavoratori al centro e costruire la società intorno a questo concetto la sinistra deve difendere ciò che il capitalismo non può garantire”

Giorgio Gaber nella sua canzone Destra-Sinistra è stato magistrale nel fotografare la politica in Italia.
Dal “non ci resta che piangere”, stupendo film con il grande Troisi, dobbiamo tornare alla lotta e, primo atto, far tornare a lavorare i settori devastati dal covid.

Anche le assistenti educative culturali, che con il loro prezioso operato, riescono a dare un barlume di speranza a quegli alunni con diverse abilità, stanno attraversando un brutto momento con l’amministrazione di Fiumicino. Va tutta la solidarietà. Il lavoratore non deve mai perdere la dignità.