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Vaccinazioni in massa nelle isole? È scontro

Da Ponza una frecciatina all'Europa. Il Sindaco: "Parlate di equità, ma la Grecia sta vaccinando le proprie isole"

Ponza – Vaccinare o non vaccinare in massa la popolazione delle isole minori prima dell’estate? È questo il dubbio amletico che, negli ultimi giorni, sta tenendo banco a livello nazionale.

Il piano di De Luca, infatti, presidente della Regione Campania, ha aperto il dibattito. Il motivo? Vaccinare gli isolani, pur di salvaguardare la loro economia prettamente balneare (senza considerare le oggettive difficoltà, visto che le piccole isole spesso hanno un medico di base soltanto alcuni giorni a settimana), non rispetterebbe l’ordine di priorità delle vaccinazioni stabilite dallo Stato. Per questo, sul tema, era intervenuto il generale Figliuolo, dichiarando lo stop alle vaccinazioni per Ischia e Procida.

Un tema caldo, a tratti caldissimo, considerato l’approssimarsi della bella stagione e il rischio del collasso economico a cui potrebbe andare incontro queste piccole ma preziose realtà.

Un tema su cui è voluto intervenire anche Franco Ferraiuolo, sindaco di Ponza, la maggiore delle isole pontine (e della Regione Lazio), che ha spiegato: “Stiamo assistendo ad interventi da parte di importanti esponenti politici, che si dicono contrari a far perché, così facendo, verrebbe violato un principio di equità tra i cittadini.”

Il nodo da sciogliere, quindi, in tutt’Italia è sicuramente su come vengano stabilite tali priorità e perché una popolazione che non ha le stesse possibilità di chi vive sulla terraferma non possa rientrare in una fascia “fragile.” Per questo motivo, il Primo cittadino ponzese spiega: “A sentire le loro argomentazioni, io, Sindaco di una piccola isola, che sono tra quelli che hanno richiesto la tempestiva vaccinazione di massa per addivenire a una situazione di totale immunizzazione dal contagio da covid 19 e, quindi, di sicurezza prima dell’invasione turistica, ho la percezione di essere considerato una specie di furbetto che vuole prendere la scorciatoia.

Mi venite a parlare di principio d’equità? Sono d’accordo, sotto il profilo generale ha una sua validità qualora sia applicato sempre e comunque. Cosa che, evidentemente, non avviene all’interno del più ampio contesto europeo. Basti guardare alla Grecia, dove ci si accinge ad immunizzare o si è già provveduto ad immunizzare tutte le isole affinché le stesse siano covid free prima dell’avvento della stagione turistica.”

Una frecciatina che da Ponza, quindi, colpisce l’Europa intera, tant’è che Ferraiuolo prosegue: “Mi pare che nessuno abbia avuto nulla da ridire su questo fatto, compresi coloro che oggi discettano di equità. Infatti, non mi risulta sia stata avanzata al livello delle istituzioni europee un intervento nei confronti della Grecia teso a garantire a tutte le isole appartenenti alla comunità europea pari ed eque condizioni. Cosicché, tacitamente condivisa la cosa, ci troveremo non solo a dover fronteggiare il Covid, ma anche a subire la concorrenza delle isole greche, rafforzata dall’appeal di isole sicure.”

Ferraiuolo: “Turismo locale a rischio collasso”

Dopo la frecciatina, però, arriva la doccia fredda, quella dettata dalla crudele realtà: la politica ha il tempo di discutere, chi sopravvive grazie al turismo isolano… no.

“Comprendo – spiega Ferraiuolo – che il dibattito politico sottende i diversi punti di vista…ma mentre discettiamo, in una visione limitata al nostro orticello, sull’applicazione di un riscoperto principio di equità, mandiamo, non so quanto inconsapevolmente, un siluro al turismo delle nostre piccole isole.

E poi, diciamolo pure, nel caso di specie, se viene pacificamente esercitata l’azione di vaccinare con precedenza anche quelle particolari categorie come il personale sanitario, scolastico, delle forze dell’ordine ecc. in quanto ritenute ricomprese in un quadro di interesse sanitario ai fini della lotta contro la diffusione del contagio, si stenta a comprendere perché la stessa priorità non possa essere estesa anche alla categoria delle popolazioni delle piccole isole, peraltro di numero esiguo, che vivono una situazione di svantaggio all’interno di un ecosistema fortemente vulnerabile e fragile, chiuso in se stesso in quanto isolato dal mare.”

E se il collasso non avvenisse e Ponza fosse sovraffollata senza l’immunizzazione?

Si dice che, prima o poi, tutti i nodi vengano al pettine… E allora è bene immaginare anche una terza ipotesi. Una dove l’isola non sia Covid- free, ma non sia neppure collassata per l’assenza di turisti. Ma, anzi, pur con un rischio contagio “normale”, sia sovraffollata dai turisti, come succede di norma a Ponza… Quali scenari potrebbero aprirsi? 

“Sicuramente – spiega Ferraiuolo – si rischierebbe la chiusura di alberghi e strutture ricettive, di esercizi della ristorazione, di esercizi per la vendita dei generi alimentari e di prima necessità, magari anche l’evenienza della chiusura del presidio sanitario locale o della locale centrale elettrica, senza parlare degli enormi e complicati problemi logistici per l’evacuazione dei numerosissimi ospiti.

Si dirà che con il caldo la carica virale del Covid-19 scema e, pertanto, la possibilità di contagio diminuisce sensibilmente… ma chi potrà escludere che uno scenario del genere possa comunque verificarsi?”

E allora, in questo corto circuito della retorica, c’è una domanda che torna prepotentemente davanti agli occhi: perché non ricomprendere anche la categoria delle popolazioni delle piccole isole tra quelle da vaccinare rapidamente con priorità di massa? La fragilità può/deve essere ripensata in un significato più ampio del termine, come quella legata a un territorio non facilmente raggiungibile?

In foto nell’articolo: uno scorcio di Ponza

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