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Il cloro in piscina uccide il Covid: una ricerca inglese lo conferma

15 aprile 2021 | 20:47
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Il cloro in piscina uccide il Covid: una ricerca inglese lo conferma

Muore in soli 30 secondi il virus. In Inghilterra riaprono gli impianti al chiuso. In Italia si attende il nuovo decreto

Roma – Una nenia che dura ormai da otto mesi. Le piscine italiane sono chiuse e deserte e non hanno più voce e forza per gridare il dolore di una crisi economica (perdite di due miliardi) e sportiva che sembra non avere fine. Mentre il Governo in queste ore lavora al nuovo provvedimento, che riguarda anche gli impianti sportivi, che probabilmente riapriranno con restrizioni rigide, arriva da Londra la conferma delle tante ipotesi o studi (quelli dei Nas lo scorso anno), che il cloro uccide il coronavirus.

L’acqua clorata delle piscine inattiva il Covid in 30 secondi. Sparisce allora evidentemente il timore di contagio e il divieto di andare in piscina. Si sa che l’ambiente acquatico è un luogo di benessere psico – fisico e fa bene alla salute e la salute viene tutelata a 360 gradi, in questo periodo di pandemia. Gli scienziati dell’Imperial College di Londra hanno studiato l’impatto delle diverse concentrazioni di cloro diluito in acqua con elementi del virus: “Abbiamo eseguito gli esperimenti nei laboratori ad alto contenimento – ha detto Wendy Barclay – siamo stati in grado di misurare l’infettività del Covid e la sua capacità di attaccare le cellule”. Sembra estremamente basso il pericolo di contagiarsi in presenza di cloro. E ciò dona speranza alle piscine chiuse e spiana la strada verso la riapertura, anche in Italia. Intanto in Inghilterra le piscine hanno già aperto, con distanziamento e regole rigidissime all’interno. Perché se il Covid muore in acqua, è intorno alla piscine che bisogna evidentemente alzare il tiro contro il virus: negli spogliatoi, alle entrate dell’impianto, ecc.

Già prima della chiusura, i gestori italiani si erano adoperati e avevano investito molti soldi per adottare tutte le precauzioni necessarie per mettere in sicurezza la frequenza delle persone. Adesso, sembrano avere rafforzato la ragione per cui in piscina il Covid sembra avere un basso livello di contagio: “Le piscine sono ambienti sicuri se si adottano le misure appropriate – dice Jane Nickerson, amministratore delegato di Swim England – la notizia è fantastica per gli operatori e tutti coloro fanno affidamento sull’acqua per restare attivi fisicamente”. Anche l’ente che gestisce gli sport acquatici in Inghilterra ha appoggiato la ricerca effettuata dagli scienziati britannici. Gli esperti indicano che una concentrazione di cloro di 1,5 milligrammi per litro e un indice di acidità compreso tra 7 a 7,2 (come indicano le linee guida per il funzionamento delle piscine) possono ridurre l’infettività dell’agente patogeno di oltre mille volte in soli 30 secondi. E’ trascurabile allora la possibilità di contrarre il virus in piscina: “Siamo entusiasti di questi risultati – aggiunge Paul Thompson, fondatore di Water Babies, l’altro ente che ha partecipato alla ricerca – sappiamo che il nuoto ha molteplici benefici per la salute fisica e mentale sia per i bambini che per gli adulti di tutte le età e non vediamo l’ora di riprendere le attività”.

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