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Acilia, tradito dal viavai nella sua abitazione: in manette un pusher

L’attività d’indagine ha consentito di recuperare, occultati all’interno dell’abitazione, oltre 40 grammi di cocaina già suddivisa in dosi

Ostia – I carabinieri della Stazione di Acilia, che da alcuni giorni avevano notato un insolito viavai nei pressi dell’abitazione di un 31enne del posto, nella giornata di ieri, 15 aprile, hanno fatto scattare un blitz nel corso del quale è stata eseguita un’approfondita perquisizione.

L’attività d’indagine ha consentito di recuperare, occultati all’interno dell’abitazione, oltre 40 grammi di cocaina già suddivisa in dosi, una piccola quantità di hashish e la somma contante di 1.000 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. Il pusher è stato arrestato e sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida.

Nel corso dei controlli ai soggetti sottoposti a misure restrittive, inoltre, sono finiti nei guai due pregiudicati. Il primo, un 31enne sottoposto agli arresti domiciliari per violazioni in materia di stupefacenti, non è stato infatti trovato all’interno del luogo di detenzione ma è stato rintracciato successivamente in strada ed è stato arrestato. Si trova, attualmente, in attesa delle decisioni del magistrato di sorveglianza.

Il secondo, un 33enne sempre gravato da precedenti in materia di stupefacenti, è stato sottoposto a perquisizione in quanto i Carabinieri hanno avuto il sentore che potesse detenere un quantitativo di droga. L’operazione ha consentito di rinvenire 30 grammi di hashish e denaro contante, ritenuto provento dell’attività di spaccio. Il malfattore è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida mentre la droga ed il denaro sono stati sequestrati.

Infine, sempre ad Acilia, su disposizione della Corte d’Appello di Roma, i carabinieri della locale stazione hanno proceduto all’arresto di un 33enne già sottoposto ai domiciliari per reati inerenti agli stupefacenti, in esecuzione dell’ordinanza di aggravamento della misura cautelare. L’uomo è stato associato al carcere di Velletri come disposto dal magistrato.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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