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Minturno2021 e quella fuga in avanti di FdI

A Minturno dopo mesi di trattative, ancora non c'è lo sfidante di Stefanelli. Rischio strappo tra FdI e Lega sul nome del candidato sindaco

Minturno – Chi sarà lo sfidante di Gerardo Stefanelli, attuale Primo cittadino di Minturno?  È questa la domanda a cui il centrodestra, dopo mesi di trattative, fatica ancora a dare un volto e un nome.

Il motivo? E’ sempre lo stesso: il centrodestra rischia di presentarsi spaccato alle urne (come già successo a Fondi e Terracina e come si prevede che succederà a Formia) perché lo scranno più alto del Municipio fa gola a tutti e questo non permette alle parti di giungere a una sintesi perfetta che metta d’accordo tutte le sensibilità politiche che potrebbero prendere parte a una eventuale coalizione.

Stefanelli spacca il centrodestra

In una situazione dove la tensione è alle stelle, però, un dato è apparso chiaro fin da subito: in quest’agognato centrodestra unito, Forza Italia non sarebbe stato in partita. E non perché non scenderà in campo per la chiamata alle urne, tutt’altro.

Il punto è che, anche se in chiave civica, sarà il “cavallo di Troia” di Stefanelli, quell’asso nella manica che potrebbe condurlo alla vittoria, insieme al Pd (che, a fine marzo, ha sciolto la riserva e ha scelto di sostenere la ricandidatura del Primo cittadino uscente).

Al riguardo, era intervenuto lo stesso Stefanelli, spiegando come le “le dichiarazioni rilasciate dal gruppo ‘Moderati per Minturno’ (la lista civica che rappresenta FI) e dal consigliere Massimo Signore non rappresentano certamente una sorpresa. Sono frutto di un lungo, costante e leale confronto, amministrativo politico e personale, dentro e fuori l’Aula consiliare.”

Non solo. Sul tema, lo stesso Stefanelli aveva ammesso di condividere “i pungoli esternati nei confronti dell’attuale compagine di Governo, sulla necessità di lavorare per far fare un ulteriore salto di qualità alla città perseguendo, con maggiore determinazione e concretezza amministrativa, i grandi progetti in grado di innescare dinamiche virtuose, dal punto di vista economico- occupazionale, di cui il territorio avrà, nei prossimi anni,  estremo  bisogno, in particolare a seguito della recessione economica conseguente alla pandemia sanitaria.”

La fuga in avanti di FdI

L’unione del centrodestra, insomma, fin dagli albori della campagna elettorale, sembrava una chimera. Alle difficoltà legate alla decisione di FI, poi, c’è da aggiungere la strategia messa in campo da FdI, che se, da una parte, ha portato avanti le trattative con la Lega, dall’altra “progetta” una fuga in avanti che, tassello dopo tassello, sta prendendo sempre più forma.

L’obiettivo è presto detto: anche nell’ottica di una coalizione, con gli “acquisti” fatti (ricordiamo, solo per citarne alcuni, l’entrata nel partito di Tommaso Iossa, consigliere comunale, e Vincenzo Fedele, candidato a sindaco nel 2016, che ha portato con sé tutta la lista civica con cui si presentò alle elezioni) e che continuerà a fare, FdI punta ad avere maggior potere decisionale sulla strutturazione della campagna elettorale del centrodestra e, naturalmente, sulla possibilità di indicare il prossimo Primo cittadino.

Una strategia che appare ancor più chiara se considerate le dichiarazioni rilasciate dopo l’acquisto del “mister preferenze”, ex assessore all’urbanistica e attuale consigliere di minoranza Fausto Larocca: “Il nostro partito continua inesorabile la sua marcia verso le elezioni comunali di settembre/ottobre che ci vedranno in prima linea e con un ruolo di primo piano nel panorama politico cittadino.”

Un ruolo primario, quindi, non certo assoggettato agli amici della Lega. Un ruolo per cui ci sarebbe già un volto e un nome, quello di Pino D’Amici, su cui, però, potrebbe arrivare lo strappo definitivo con gli esponenti del Carroccio…

La solitudine della Lega

Se il “piano” di FdI dovesse andare in porto, cosa potrebbe mai fare la Lega? Le strade sembrerebbero due, sebbene la prima appaia fin da subito, abbastanza improbabile. Potrebbe accettare che sia FdI a proporre un proprio candidato sindaco, affermando, di fatto, la propria subalternità.

Al contrario, potrebbe decidere di prendere atto della propria solitudine e di farne un’arma per togliere voti proprio a FdI, scegliendo comunque di scendere in campo con un proprio candidato sindaco.

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