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Dissalatore a Ventotene, l’Assessore all’Ambiente: “Troppi rischi, non va spostato”

L'amministratore ha inviato una nota agli organi competenti per spiegare le motivazioni per le quali l'apparecchio deve restare dove si trova

Ventotene – Il Comune di Ventotene ha inviato una nota avente ad oggetto: “Posizionamento del dissalatore definitivo e problematiche connesse”, all’Ato4, ad Acqualatina, al ministero della Transizione ecologica, al ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, all’Agenzia del Demanio, all’Autorità di Bacino, al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alla Capitaneria di porto di Gaeta, al Servizio integrato Infrastrutture e Trasporti, al ministero della Salute, all’Istituto Superiore della Sanità, all’Asl di Latina, alla Regione Lazio, alla direzione Politiche ambientali e ciclo dei rifiuti, all’Arpa Lazio, alla Provincia di Latina alla Procura della Repubblica di Cassino.

Si tratta di una nota dell’assessore all’Ambiente, alla Sanità e al Recupero di Santo Stefano, Francesco Carta che a margine del documento inviato agli organi competenti spiega: “E’ dal novembre del 2017, quando fu allacciato il dissalatore al civico acquedotto che sono cominciati i problemi nell’erogazione di acqua potabile. Fino a quando non è stato istallato il mineralizzatore (giugno 2019), è stata pompata in rete acqua con durezza di 4 gradi francesi (quasi acqua distillata) provocando l’erosione dei tubi e una torbidità insopportabile. A distanza di più di tre anni ad alcune utenze arriva ancora acqua torbida. Sono stati sostituiti tratti di rete ma ci sono ancora zone dove il fenomeno persiste. A Ventotene (come anche a Ponza) non si fanno esperimenti ma si lavora secondo scienza e coscienza”.

Le perplessità nascono “in merito al progetto di realizzazione del dissalatore definitivo sull’isola”. In relazione a questo progetto il Comune di Ventotene solleva una serie di osservazioni.

Il posizionamento del dissalatore definitivo è previsto sull’ex campo di calcio e, secondo l’amministrazione locale, non solo su quell’area è previsto il ripristino del campo, per quanto “si ritiene necessario uno sbancamento di notevoli dimensioni. Ventotene – spiega nella nota Carta – presenta sotto il profilo idrogeologico – caratteristiche di estrema fragilità, evidenziate anche dalle recenti frane di Moggio di Terra e cala Bosco. Per questo motivo è assolutamente indispensabile evitare in ogni zona dell’isola sbancamenti che alterino l’assetto geologico e idraulico”.

Ma sono anche altri i dubbi del Comune isolano. “Nell’area indicata – evidenzia l’assessore all’Ambiente – c’è una centrale geotermica che verrebbe in parte modificata.

L’opera di presa del dissalatore definitivo – prosegue – resterebbe nello specchio acqueo all’interno del porto commerciale, sicuramente il luogo più inquinato dell’isola. Lo scarico della salamoia e delle acque di controlavaggio delle membrane avviene sugli scogli… ma sono da considerare reflui speciali e come tali vanno smaltiti…”.

Resta anche il problema della durezza e della torbidità dell’acqua che esce dai rubinetti che Carta evidenzia nella nota. “L’acqua immessa nell’acquedotto civico – spiega – resta ancora al minimo previsto dalla normativa vigente per quanto riguarda la durezza (14 gradi francesi), continua a provocare fenomeni erosivi delle tubature in ferro e non può definirsi ottimale per la salute dei cittadini. In molte abitazioni arriva acqua torbida e obbliga gli utenti a utilizzare acqua imbottigliata anche per cucinare”.

Le considerazioni fatte dall’assessore all’Ambiente e alla Sanità dell’isola sono tali per cui l’amministratore suggerisce di “lasciare il dissalatore nella sede attuale utilizzando i fondi a disposizione per sostituire quanto resta della rete in ferro”.

nota dissalatore 10 04 2021 (1)

 

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