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Roma, mercato della droga “aperto” giorno e notte: 16 arresti foto

I carabinieri hanno individuato l'organizzazione criminale, gerarchicamente strutturata e capillarmente diffusa sul territorio

Roma – I Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, che dispone le misure della custodia cautelare in carcere e degli arresti domiciliari per 16 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso (artt. 73 e 74 D.P.R. 309/1990, artt. 81, 110 c.p.).

L’odierno provvedimento cautelare è il frutto di ininterrotte indagini, svolte nel periodo compreso tra i mesi di marzo 2018 ed il mese di novembre 2018, coordinate dalla DDA capitolina e delegate ai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Montesacro, che hanno consentito di disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico, alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti del tipo hashish, cocaina e marijuana, operante in una delle più importanti piazze di spaccio del quartiere romano di San Basilio convenzionalmente chiamata “La Lupa”, tra le strade di Via Luigi Gigliotti, Via Carlo Tranfo e Via Girolamo Mechelli, dove, chiunque avesse voluto acquistare cocaina, hashish e marijuana, avrebbe potuto trovare un “mercato” sempre aperto sia di giorno che di notte.

Le attività investigative, condotte con notevoli difficoltà a causa della costante presenza delle cosiddette “vedette” in tutta l’area, hanno consentito di arrestare in flagranza di reato 31 persone e sono stati sequestrati complessivamente 997 grammi di hashish, 1.297 grammi di cocaina, 769 grammi di marijuana e recuperati oltre a 8mila e 315 euro quale provento dell’attività di spaccio.

Inoltre, è stato dettagliatamente documentato il “modus operandi” degli appartenenti all’organizzazione criminale, gerarchicamente strutturata e capillarmente diffusa sul territorio, anche mediante il posizionamento agli angoli delle strade di numerose vedette, organizzate con veri e propri turni di lavoro di 6-7 ore, al fine di prevenire gli interventi delle forze dell’ordine.

E’ stato inoltre accertato che anche spacciatori provenienti da altri quartieri si recavano presso un condominio di Via Carlo Tranfo per approvvigionarsi di piccole dosi di droga da rivendere successivamente presso altre “piazze di spaccio” di riferimento. Singolare la modalità di occultamento dello stupefacente all’interno del vano ascensore dello stabile condominiale.

Le indagini hanno consentito di identificare l’uomo al vertice dell’organizzazione criminale, il cui fratello fu ritenuto al vertice di un’altra organizzazione criminale precedentemente sgominata nel mese di giugno 2020 dai Carabinieri della Compagnia di Roma Montesacro con l’operazione “Gli Orti” nel corso della quale vennero eseguite 38 misure cautelari.

L’attività investigativa ha svelato la struttura dell’organizzazione attraverso l’individuazione di contabili, vedette, pusher e delle modalità di trasporto, occultamento e cessione delle sostanze stupefacenti, consentendo di definire i ruoli di ogni sodale che spaziavano dall’approvvigionamento e successiva cessione dello stupefacente, alla gestione del denaro provento dell’attività di spaccio sino alla preparazione del vitto per gli altri sodali.

Cioffredi: “Grazie alle forze dell’ordine”

“Grazie al Comando Provinciale dei Carabinieri di Roma e alla Direzione Distrettuale per aver disarticolato un sodalizio criminale dedito al narcotraffico. San Basilio è una grande piazza di spaccio in cui operano numerose organizzazioni criminali con la regia della ndrangheta. Oltre a pusher e vedette, in queste strade si incontrano importatori e broker del narcotraffico internazionale. Colpire i gruppi criminali a San Basilio significa colpire gli ingranaggi di un grande centro di rifornimento e distribuzione di cocaina in tutta la Capitale”. Così in una nota Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio della Sicurezza e della legalità della Regione Lazio.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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