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Latina, prende a bottigliate una donna per rapinarla della borsa: 23enne in manette

La violenta aggressione si è consumata al terminal delle autolinee

Latina – La Polizia di Latina ieri, mercoledì 21 aprile, ha arrestato un 23enne, cittadino egiziano, in Italia senza fissa dimora, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota.

L’arresto del cittadino egiziano costituisce l’epilogo di una vicenda che lo scorso mese di agosto lo aveva visto protagonista di una violenta rapina consumata presso il terminal delle autolinee in danno di una donna che si accingeva a prendere l’autobus.

In quella circostanza, lo straniero, pur di portare a compimento il suo proposito criminale e impossessarsi della borsa della donna, non aveva esitato a colpire ripetutamente con una bottiglia di birra la vittima che aveva vanamente cercato di resistere all’aggressione, causandole lesioni che la costringevano a ricorrere alle cure del pronto soccorso.

L’accurata descrizione dell’aggressore che la donna aveva fornito agli agenti intervenuti, ha consentito ai poliziotti della Squadra Mobile di indirizzare da subito le indagini, restringendo il cerchio dei possibili autori tra i soggetti che abitualmente frequentano l’area del terminal delle autolinee, giungendo rapidamente all’identificazione del responsabile.

È stata quindi effettuata una meticolosa attività investigativa, che ha consentito di ottenere una serie di elementi probanti la responsabilità dell’arrestato, condivisa dall’autorità giudiziaria che ha emesso il provvedimento restrittivo.

Nel frattempo lo straniero, evidentemente consapevole di essere ricercato dalla polizia, aveva fatto perdere le sue tracce e solo ieri, al termine di incessanti ricerche, è stato rintracciato dagli investigatori della Squadra Mobile.

Al termine delle formalità il cittadino egiziano è stato associato alla Casa Circondariale di Latina a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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