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Mondiali staffette, l’Italia cerca il pass per Tokyo nella 4×100 maschile

Già qualificata la Nazionale di atletica nella 4x400 maschile e la 4x100 femminile. In palio anche la qualifica per i Mondiali del 2022

Perché sono così importanti le World Relays di sabato e domenica in Polonia? Semplice: perché rappresentano la porta d’ingresso per le Olimpiadi di Tokyo, e anche per i Mondiali di Eugene del prossimo anno.

La spedizione azzurra che presenta cinque staffette e trenta atleti convocati decollerà giovedì mattina in direzione Chorzow: il programma orario prevede due sessioni di gara nella regione della Slesia, entrambe al via dalle 18.30, con un sabato 1° maggio dedicato principalmente alle batterie e una domenica 2 maggio riservata soprattutto alle finali. Come noto, l’Italia è già a Tokyo con la 4×100 femminile e con la 4×400 maschile, in virtù del posto in finale centrato ai Mondiali di Doha nel 2019. L’obiettivo azzurro, nient’affatto scontato e tutto da conquistare nonostante l’assenza di nazioni di prestigio e tradizione (a oggi Stati Uniti, Giamaica, Canada, Australia, Cina, Trinidad&Tobago), è ottenere il lasciapassare anche per la 4×100 maschile, la 4×400 femminile e la 4×400 mista.

Per ognuna di queste tre staffette, l’Italia è attualmente in possesso di ottimi tempi di ripescaggio, ma sbarcare in finale a Chorzow vorrebbe dire assicurarsi al 100% la partecipazione ai Giochi e non dover attendere la chiusura delle “top list” mondiali il 29 giugno, quando si completerà il quadro delle 16 qualificate per ogni specialità. Inoltre, un piazzamento tra le prime dieci (o nel caso della 4×400 mista tra le prime dodici), garantirebbe anche la presenza alla rassegna iridata di Eugene 2022 con ampio anticipo. Unica certezza: bisogna correre forte in batteria e portare il testimone al traguardo. E poi giocarsi piazzamenti nobili nelle eventuali, auspicabili, finali.

4×100 maschile – L’interesse a livello mondiale sull’Italia della 4×100 è elevatissimo, a maggior ragione dopo l’oro europeo di Marcell Jacobs nei 60 metri a Torun. Brucia ancora il contatto Manenti-Lyles nella finale di Yokohama di due anni fa, ‘fattaccio’ che ha impedito la volata di Filippo Tortu sul rettilineo conclusivo. È il momento di prendersi la rivincita, pur in assenza degli Usa. Dall’ultima edizione delle World Relays difende il titolo il quartetto brasiliano che in buona parte ricalca quello del sorprendente successo di Yokohama e del quarto posto mondiale di Doha con record continentale portato a 37.72. La Gran Bretagna ha optato per correre soltanto le 4×400 e non schiererà i quartetti veloci, il Giappone ha scelto una linea più giovane rispetto al bronzo di Doha, occhio al Sudafrica che si affida ad Akani Simbine, fresco di 9.99 con tre metri di vento in faccia e 9.82 con Eolo di troppo (+2.8). Già qualificate a Tokyo anche la Francia di Lemaitre e Golitin, e l’Olanda di Martina e Van Gool. Chi deve guadagnarsi il viaggio ai Giochi è proprio l’Italia (38.11 record nazionale a Doha) ma anche le varie Germania, Ghana e Turchia che allo stato attuale entrerebbero soltanto dall’accesso posteriore.

4×100 femminile – Missione Eugene. Il quartetto femminile azzurro ha già il pass per Tokyo, quindi il mirino si sposta sulla qualificazione per i Mondiali del prossimo anno: necessario restare tra le prime dieci. Ma si può fare decisamente meglio, in uno scenario che può rivelarsi favorevole per le staffette europee. Fari sulla Svizzera dell’oro continentale dei 60 Ajla Del Ponte (fuori invece il bronzo mondiale dei 200 Mujinga Kambundji che sta recuperando da una lesione al piede), sull’altra finalista mondiale Germania che ha brindato quattro anni fa alle World Relays di Nassau, sull’Olanda di Dafne Schippers e dell’ostacolista Nadine Visser che non ha ancora la certezza di Tokyo, come nemmeno la Francia, il Brasile e la Nigeria di Blessing Okagbare e Tobi Amusan. C’è Ewa Swoboda per il riscatto personale dopo il forfait di Torun (causa Covid) e per l’orgoglio dei polacchi padroni di casa.

4×400 maschile – Qualsiasi discorso sulle staffette 4×400, siano esse maschili o femminili, non può prescindere dalle strategie che ogni singola nazionale proverà a mettere in campo per qualificare anche la staffetta mista. Italia già con il biglietto per Tokyo: qui si punta alla finale e a Eugene. Chi vince? Pronostico tra i più aperti dell’intera rassegna: il Belgio dei Borlée è una garanzia a questi livelli (il bronzo di Doha, l’ultima chicca), la Colombia ha nel motore l’argento mondiale Zambrano, la Gran Bretagna punta a rifarsi dopo il pasticcio in Qatar. Chi bussa alla porta della qualificazione olimpica è la Polonia – anche qui, ferita dall’esclusione di Torun per un caso di positività al tampone – l’Olanda che agli Euroindoor invece ha vinto, la Spagna del campione d’Europa indoor Husillos, la Repubblica Ceca dell’evergreen Maslak e perché no la Botswana di Makwala, ma non si possono escludere Giappone e Sudafrica.

4×400 femminile – La novità dirompente nel panorama-staffette è l’Olanda: la ventunenne Femke Bol è tra le star della manifestazione, dopo le meraviglie della stagione indoor e la doppietta di Torun 400+4×400. Chiaro però che la Polonia paese ospitante non intende lasciarsi sfuggire il primo posto, a due anni dallo “scalpo” ai danni degli Stati Uniti che non avevano mai perso nella 4×400 femminile alle World Relays. Polonia che è pure l’argento mondiale di Doha ma che in questa occasione non può proporre la capitana Justyna Swiety-Ersetic: toccherà soprattutto a Baumgart-Witan e Holub-Kowalik tenere alta la bandiera, al cospetto di un’Olanda formidabile che fa leva anche su Lieke Klaver e sulle sorelle De Witte. Già sicure dei Giochi Gran Bretagna e Belgio, sono invece le azzurre (terze due anni fa a Yokohama), la Svizzera della Sprunger e la Francia a dover timbrare il ticket, e nemmeno India e Cuba staranno a guardare.

4×400 mista – Le prime otto per un posto a Tokyo, le prime dodici per Eugene. Dopo le medaglie mondiali di Doha, la “mista” debutta anche nel programma delle Olimpiadi e fa gola a molti, Italia compresa: quello che era sfumato per meno di quattro decimi in Qatar (3:16.52 da frantumare), gli azzurri provano ad afferrarlo a Chorzow con una staffetta su cui si punta forte. Dalla finale mondiale arrivano direttamente Gran Bretagna, Polonia, Belgio, India e Brasile, ma i verdetti dipenderanno dal mosaico delle strategie: sulla carta l’Olanda può stupire. Per lo show, soprattutto per quello, si gareggia anche nella 4×200, nella 2x2x400 e nella staffetta a ostacoli. (Fidal.it)

(foto@Colombo/Fidal)

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