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Recovery Plan, Draghi: “1 miliardo per sancire il legame tra sport e scuola”

Svolta storica dai finanziamenti del Pnrr. Ne beneficeranno edifici scolastici e palestre. I dati degli investimenti

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Roma – Mentre gli altri paesi europei e alcuni nel mondo, da anni affiancano la scuola alla pratica sportiva, in Italia questo accostamento ancora non c’era ancora stato, almeno da ieri. Il Parlamento ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. La pandemia evidentemente ha accelerato i piani di recupero di diversi settori della società, tra cui il rapporto tra lo sport e la scuola.

Campioni, dirigenti di Federazioni e lo stesso Presidente del Coni lo chiedevano da tempo. Lo sviluppo motorio in età scolare, sin dalle prime classi della scuola elementare è fondamentale. Non solo per la salute del bambino, ma anche per dare uno sviluppo fisico e motorio adeguato all’infanzia. E non solo, ancora. La cultura sportiva in questo senso è poco diffusa in Italia, nonostante il primeggiare degli atleti dell’Italia Team nel mondo. A livello agonistico e professionistico il Paese vince e conferma i suoi successi, ma alla base, e quindi nel famoso ‘sport di base’ la cultura è poco invasiva. Ecco allora che potrebbe arrivare una soluzione all’eterno dilemma tramite il Recovery Plan approvato ieri dal Governo.

Le ‘politiche sportive’ in Italia mancavano da tempo, o forse, non ci sono mai state, in modo adeguato. Negli anni post Olimpiadi di Roma i Giochi della Gioventù erano l’unica forma di aggregazione tra il mondo della scuola e quello dello sport (eventi in cui sono nati tantissimi campioni che poi hanno fatto al  storia dello sport, tra cui Pietro Mennea e Sara Simeoni). E negli anni, altri eventi sportivi organizzati dalle federazioni e dal Coni, come i Giochi Sportivi Studenteschi in collaborazione con il Miur, hanno in qualche modo rafforzato il legame tra le due fondamentali dimensioni della società civile. Ma non evidentemente come necessario per il mondo sportivo.

Con i fondi che arriveranno dal Piano nato ieri, lo sport entrerà nella scuola. Lo farà attraverso un miliardo di investimenti per le strutture scolastiche bisognose di ristrutturazione, carenti di palestre o di locali adeguati (inseriti all’interno della voce ‘Istruzione e Ricerca’ del piano finanziario presentato di circa 20 miliardi complessivi destinati al settore). Ma questi soldi andranno anche ad aiutare il mondo sportivo in affanno a causa del Covid, andando a risollevare le società sportive fallite o quasi scomparse. La centralità del provvedimento, come dichiarato dal premier Mario Draghi alla Camera dei Deputati, punta però al mondo della scuola: “Intendiamo favorire le attività sportive a cominciare dalle prime classi delle scuole primarie. Di queste infrastrutture beneficerà l’intera comunità”. Non solo gli studenti potranno usufruire dei locali finanziati e adibiti quindi, ma anche ‘persone esterne’ alla frequentazione scolastica giornaliera. Quindi tutta la ‘comunità’ appunto. “Si potrà fare – prosegue Draghi – tramite convenzioni, accordi con le stesse scuole, gli enti locali e le associazioni sportive dilettantistiche”.

Secondo i dati indicati nel Piano pubblicato sul sito del  Governo, il 17% delle scuole italiane non dispone di una palestra o di struttura sportiva adeguata. Nel Mezzogiorno il dato aumenta fino al 23% e che arriva fino al 34% su base nazionale, se si analizzano anche le scuole del secondo ciclo di istruzione: “È, quindi, necessario colmare questo gap – si legge nel documento del Pnrr diffuso sul web – incrementare gradualmente l’offerta di attività sportive anche a cominciare dalla maggiore disponibilità di strutture e ridurre i divari territoriali per dare opportunità formative e di crescita uniformi su tutto il territorio nazionale a studentesse e studenti. Ciò favorisce anche la possibilità di ampliare il tempo pieno, anche attraverso politiche legate al contrasto della dispersione scolastica principalmente nelle aree più svantaggiate del Paese. Infatti, non si tratta solo di allungare il tempo scuola, ma di ripensare l’intera offerta formativa di una scuola aperta al territorio, anche introducendo attività per il potenziamento delle competenze trasversali delle studentesse e degli studenti soprattutto del primo ciclo di istruzione”.

L’obiettivo è quello di costruire o ristrutturare 400 edifici da adibire a palestre o locali destinati alla pratica sportiva, con dotazione all’interno di attrezzature moderne e innovative. Il costo stimato dall’RRF è di 300 milioni di euro, con durata del progetto fino al 2026. L’anno delle Olimpiadi Invernali. Una connessione fisiologica evidentemente, tra i finanziamenti messi a punto dal Governo, in concertazione con le indicazioni dell’Unione Europea, e i Giochi Olimpici, che diffonderanno sviluppo sociale e sportivo all’intero Paese. E accompagneranno con investimenti adeguati l’Italia, a loro volta, verso l’evento che segnerà la rinascita post Covid.

Nel documento si legge:

“Da un esame degli interventi di nuova costruzione e messa in sicurezza di edifici scolastici destinati a

mense e palestre, monitorati negli ultimi anni, i costi/mq sostenuti per l’attuazione di progetti analoghi

a quelli oggetto del presente finanziamento sono risultati i seguenti.

Per le palestre:

  • Costo medio per nuova costruzione: 2.000,00 euro/mq
  • Costo medio per messa in sicurezza: 600,00 euro/mq
  • Dimensioni medie: 576 mq

Nel caso delle palestre e/o di strutture sportive si va da una media di 1.152.000,00 euro per nuove

costruzioni a 345.000,00 euro per interventi di riqualificazione e messa in sicurezza, con un costo medio

per intervento stimabile in euro 748.500,00. A ciò vanno aggiunti ulteriori 50.000 circa per attrezzature

sportive.

Con le risorse disponibili, si potrebbe intervenire su circa 400 palestre o strutture sportive”.

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