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San Giuseppe, all’aeroporto di Fiumicino una messa per i lavoratori dello scalo romano

A presiedere la celebrazione mons. Segundo Tejado Muñoz, del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale. Al rito hanno preso parte anche i sindacati

Fiumicino – Un messa in onore di San Giuseppe lavoratore per i dipendenti dell’aeroporto di Fiumicino. E’ stato questo il regalo che il parroco dello scalo romano (ebbene sì, all’interno dell’aeroporto di Fiumicino esiste una parrocchia leggi qui) a chi, quotidianamente, presta servizio in quello che è considerato un’eccellenza non solo europea, ma anche mondiale: il “Da Vinci”.

A presiedere il rito – celebrato oggi, in anticipo rispetto alla memoria liturgica fissata dalla Chiesa per il 1 maggio poiché festivo anche per i lavoratori dell’aeroporto – mons. Segundo Tejado Muñoz, già Sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, accompagnato dalla dottoressa Alessandra Siri, che si occupa della pastorale di diverse realtà “fragili” della nostra società odierna. Tra i fedeli, oltre ai dipendenti dello scalo romano, alcuni rappresentati delle forze dell’ordine, i dirigenti dell’aeroporto e alcuni rappresentanti di diverse sigle sindacali. A partecipare al rito anche Giovanna Laschena, vicedirettore generale dell’Enac.

Nell’omelia, il monsignore, essendo l’aeroporto di Fiumicino un’eccellenza a livello mondiale, come testimoniano  tanti riconoscimenti che ogni anno gli vengono riconosciuti, ha sottolineato la necessità di considerare questa eccellenza “non come un’esperienza di ‘scarto’, bensì ma come un’esperienza di cui ognuno offre la propria professione e le proprie capacità a favore di tutti e non solo di se stessi”.

E, vista la grave crisi che stanno vivendo i lavoratori dell’aeroporto di Fiumicino (una crisi dovuta all’incerto futuro di Alitalia e alla pandemia che ha ridimensionato di molto l’operatività dello scalo stesso), il monsignore ha invitato tutti a non disperare ma a “confidare in Dio per gli imprevisti che il lavoro porta con sé, come del resto accadde anche a San Giuseppe, che mai smise di lavorare nonostante le tristi vicende che segnarono l’infanzia di Gesù. Anzi, custodì la sua famiglia provvedendo sempre non solo sfamandola ma, allo stesso tempo, prodigandosi alla carità verso il prossimo”.

Il parroco dell’aeroporto, don Giovanni Soccorsi, al termine della celebrazione, ringraziando il monsignore per la sua presenza, ha inviato i suoi saluti al Papa, invitandolo a pregare “per i lavoratori di questa comunità aeroportuale in questo momento storico difficile dove molte famiglie vivono con la paura di un futuro incerto, col rischio di perdere il lavoro e un giusto salario”.

“L’augurio – conclude don Giovanni – è quello che il lavoro sia davvero dignitoso per tutti poiché dietro all’esperienza del lavoro c’è sempre una persona, una famiglia, desideri, progetti che possono esistere solo se esistono le condizioni di un giusto lavoro”.

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