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Sabaudia spaccata dal Covid, monta la polemica contro la Gervasi

Una residente: "Sono anni che facciamo presente la situazione di degrado, di sovraffollamento e di problemi igienico-sanitari a Bella Farnia, ma non si è mai fatto nulla al riguardo"

Sabaudia – Quella finita agli onori della cronaca nazionale è ormai una Sabaudia spaccata dal Covid: da una parte, infatti, c’è la mini zona rossa (imposta dalla Regione, che durerà 15 giorni a partire dallo scorso 30 aprile) per la frazione di Bella Farnia mare (dove, all’interno della comunità sikh locale, sono risultate positive ben 87 persone, il cui materiale genetico prelevato è stato inviato allo Spallanzani per valutare la presenza delle varianti), dall’altra c’è la “presunta” zona gialla per il resto della città.

Già. Presunta. Presunta perché, sebbene per motivi cautelativi, il sindaco, Giada Gervasi, ha deciso di emettere due ordinanze che hanno finito per esasperare ulteriormente la popolazione, già duramente provata da tutte le conseguenze della pandemia.

Il caso Bella Farnia si poteva evitare?

Ma, invece di mettere gli studenti in didattica a distanza (fino al 7 maggio) e di rinviare l’avvio della stagione turistica (sempre fino al 7 maggio), come fatto dalla Gervasi, una domanda sorge spontanea: il caso Bella Farnia si poteva evitare?

E’ vero, il caos dovuto alla variante indiana (comunque non ancora accertata nei casi positivi riscontrati) sta dilagando proprio in quest’ultimi giorni, quindi, questo particolare dato era difficile da prevedere, ma è anche vero che la situazione di Bella Farnia mare fosse già nota.

Sul tema, sui social, è esplosa la rabbia dei residenti. “Riconosca almeno gli errori commessi sindaco – scrive Claudio -, lei si è dimenticata di Bella Farnia consapevolmente!!”

“Siamo indignati!! Con il Comitato – spiega Annalisa – sono anni che facciamo presente la situazione di degrado, di sovraffollamento e di problemi igienico-sanitari…ma non si è visto nulla…il ghetto si è creato! Contenti… no? La cittadina è salva… il problema è solo a Bella Farnia mare… evviva! Grazie… vi ringraziamo immensamente.”

E ancora, Giulio racconta: “C’è qualche cosa che sfugge. Bella Farnia Mare. Condominio ex Somal. È un ghetto? Si lo è. Sono previsti ghetti nella Costituzione Italiana? Certo che no. È stato denunciato più volte che è un ghetto? Si, più volte. Anche dallo stesso Sindaco che io ricordi (da articoli e in alcuni incontri in Prefettura). Chi rappresenta il Prefetto? Lo Stato. Ergo lo Stato sa.

Che cosa ha fatto lo Stato e tutte le Autorità preposte in 20 anni? Assolutamente nulla o molto poco. Quindi lo Stato sa, è consapevole che vi è una intera popolazione di cittadini indiani, che: lavorano come braccianti agricoli (tra l’altro sono molto bravi). Molti perfettamente in regola (Dio esiste) ma altri… e sono tanti…  sottopagati (10 euro al giorno si racconta).

Da chi? Italiani. Con 10 euro al giorno come vivono? Come mangiano? Dove dormono? Tanti, molti, nel condominio ex Somal. Ma attenzione. Non nelle scale esterne o sotto la luna. Sotto un tetto. E allora tutto bene…

Magari. Il tetto loro offerto è un mini appartamento in media di 30/40 metri quadrati, dove mediamente soggiornano in 10 o oltre.

Soggiornano? Sì, perché pagano per soggiornare. A chi? Bella domanda. Iniziamo a chiederlo alle tante agenzie immobiliari. Ma è tutto registrato… Boh, chiediamolo a loro… O allo Stato.

Perché qui i presunti danneggiati sono: in primis gli indiani e subito dopo i normali cittadini. Perché lo Stato, il Prefetto, la ASL sanno tutto e da tempo (come fanno a negare di sapere, tanto più che per i tamponi sono venuti a colpo sicuro). Hanno fatto qualche cosa? In gioco è la sicurezza sanitaria, ma anche un giro di milioni di euro, tutti in nero…”

Una settimana di chiusura, che sarà mai…

I primi danneggiati sono gli indiani, certo, a cui tutti augurano una pronta guarigione da questo nemico invisibile che spezza tutte le nostre certezze, che ci toglie il fiato anche quando, fuori, qualcuno cerca di darci una speranza.

Ma attorno a una situazione che poteva e doveva sicuramente essere monitorata meglio, si sono creati tutta un’altra serie di disagi.

Disagi per gli studenti che tornano in didattica a distanza, quasi stessimo lanciando loro il messaggio che la scuola è pericolosa. E disagi per quelle famiglie che non sanno come andare a lavorare, se i figli restano a casa.

E ancora: disagi a chi, a causa di questa situazione, in questa città spaccata ha visto crollare le proprie piccole certezze all’improvviso. “Solo negli ultimi giorni ho registrato più di quaranta disdette…”

Una settimana di chiusura, certo, che sarà mai? Eppure, mentre l’estero (come nel caso della Grecia) fa del turismo sicuro la propria chiave di volta per la ripresa economica, noi, questa settimana di chiusura, ce la ritroviamo a un passo dalla bella stagione e della Coppa del mondo di canottaggio (Sabaudia ospiterà la terza prova, che si terrà dal 4 al 6 giugno).

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