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Da Nuova Delhi a Fiumicino con la variante indiana: imbarcati grazie a falsi tamponi

Tra i 23 passeggeri positivi accertati, lo Spallanzani ha individuato due varianti, quella inglese e quella indiana

Fiumicino – Imbarcati sul volo atterrato a Fiumicino la scorsa notte grazie a tamponi falsi. Sarebbe questo il motivo per cui 23 passeggeri (su oltre 200) giunti la scorsa notte nell’aeroporto della Capitale sono poi risultati positivi al coronavirus. Secondo quanto riportato anche da altri quotidiani, dai primi riscontri trasmessi al Ministero della Salute risulterebbero due casi di varianti: quella indiana e quella inglese.

All’Istituto Spallanzani di Roma le analisi del sequenziamento del virus non sono ancora concluse ma gli esperti ritengono “altamente probabile un’ulteriore presenza della variante indiana” tra i 23 contagiati del volo giunto da Nuova Delhi.

Resta da chiarire il motivo per cui diversi passeggeri siano riusciti a salire a bordo del volo nonostante fosse obbligatorio presentare un certificato di tampone negativo prima dell’imbarco in India, paese messo in ginocchio dal coronavirus: secondo quanto riferito dal ‘Times of India’, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 368.147 casi di Covid e 3.417 morti. Ieri le autorità sanitarie indiane avevano annunciato 3.689 decessi, il numero più alto registrato in un solo giorno dall’inizio della pandemia, e poco meno di 400mila contagi.

In queste ore l’ipotesi più accreditata è quella di certificati falsi per aggirare le misure tanto che anche la politica chiede maggiori accertamenti e indagini approfondite sulla vicenda: “Le Procure della Repubblica competenti intervengano con fermezza, aprendo fascicoli processuali nei confronti degli sconsiderati che sono partiti dall’India acquistando, per 30 dollari, falsi tamponi negativi. Falso ed epidemia colposa sono i gravi reati che devono essere contestati a questi sciagurati”, afferma il senatore Enrico Aimi, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari esteri e migrazione.

Gli Uffici di Questura provvedano poi alla revoca del permesso di soggiorno e procedano, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, alle espulsioni. Su queste cose non si scherza e chiediamo tolleranza zero a tutela della salute dei nostri connazionali. Rischiamo di essere complici delle conseguenze derivanti della diffusione della variante indiana, se non interveniamo con fermezza, dando un chiaro segnale che in Italia è finito il tempo in cui ciascuno può fare ciò che vuole, mettendo addirittura a rischio la salute pubblica. Nell’ultimo volo arrivato a Fiumicino da Nuova Delhi – aggiunge -, il 9% dei passeggeri era positivo al Covid-19″.

“Una follia inaccettabile. Chi arriva dovrebbe poi mettersi in auto quarantena per 14 giorni, dubitiamo fortemente che ciò accada, visti i presupposti. Questi passeggeri vanno rintracciati e controllati. Inutile imporre il coprifuoco alle 22, se poi i confini aerei, terrestri e marittimi sono diventati un autentico colabrodo. L’Italia incominci a farsi rispettare con quella fermezza che – conclude – nei momenti difficili come questo è doverosa è necessaria”.

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