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Diocesi di Porto-Santa Rufina: si dimette mons. Gino Reali

Il Papa accetta le dimissioni del vescovo: dopo 19 anni mons. Gino Reali lascia la guida della Diocesi suburbicaria di Roma

La notizia era nell’aria già da qualche tempo ma solo oggi è arrivata l’ufficialità: dopo 19 anni mons. Gino Reali lascia la guida della Diocesi di Porto-Santa Rufina. L’annuncio arriva direttamente dal presule al termine della Santa Messa celebrata nella cattedrale di La Storta, celebrata dallo stesso vescovo proprio in occasione del suo anniversario di ingresso in diocesi.

Contemporaneamente, la comunicazione arriva anche dal Vaticano: “Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Porto-Santa Rufina presentata da S.E. Mons. Gino Reali“, si legge nel bollettino odierno diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede. Si attende ora la nomina del successore da parte di Papa Francesco, che nel frattempo ha affidato la guida della diocesi al Vescovo di Civitavecchia, Mons. Gianrico Ruzza, che diventa Amministratore Apostolico fino alla nomina del nuovo Vescovo diocesano.

Il vescovo Reali ha 73 anni, due anni in meno rispetto all’età canonica di pensionamento. Il Vaticano non spiega i motivi della rinuncia. Monsignor Reali, in una lettera ai fedeli della sua diocesi parla di “condizioni di salute” che non permettono di continuare, “il servizio attivo”. Va ricordato che la diocesi da lui guidata fu coinvolta in un noto caso di pedofilia, quello di don Ruggero Conti, e monsignor Reali fu accusato dalle vittime di favoreggiamento.

Il messaggio di mons. Ruzza

La gioia è il sentimento che provo in questo momento, in cui sono chiamato da Papa Francesco ad assumere il servizio di amministratore apostolico della Chiesa che vive in Porto-Santa Rufina. Al Papa va in questo momento la mia rinnovata gratitudine in piena adesione al suo ministero profetico per la Chiesa universale”, dice monsignor Ruzza.

“Il primo pensiero va al carissimo monsignor Gino Reali, in questo giorno in cui fa memoria dell’inizio del suo ministero tra noi, diciannove anni fa. Ho potuto vedere da vicino quanta passione abbia offerto nel suo servizio alla Diocesi e quanto zelo abbia manifestato nell’assumere un incarico impegnativo. La sua fedeltà e la sua disponibilità verso il popolo di Dio della nostra Diocesi sono oggi per me e per noi tutti motivo di gratitudine”, aggiunge.

“Vengo tra voi con piena disponibilità per essere al vostro servizio, nella missione che il Papa mi affida. Vengo da una Chiesa sorella, legata alla nostra Diocesi da vincoli antichi e che da quasi un anno è la mia famiglia: ci unisce il mare, ci uniscono tante pagine di storia, soprattutto ci unisce il desiderio di vivere nella nostra quotidianità con la luce del Vangelo – continua il monsignore -, che dai primi secoli dell’era cristiana ha impregnato le nostre terre attraverso la testimonianza dei martiri e di tanti santi che hanno calcato la polvere di queste contrade. Viviamo un’eredità importante, che desidero tenere ben presente nella mia memoria, ricordando anche il ministero di tanti vescovi che hanno donato la loro vita al servizio del nostro popolo”.

“In questo giorno il Signore ci dona la parola del Vangelo di Giovanni, laddove Gesù ci invita a rimanere in Lui per portare frutto. Vorrei che questa Parola rimanesse ben chiara e luminosa nel mio cuore durante l’esercizio del mio ministero tra voi: viviamo insieme la chiamata a portare frutto – aggiunge il presule -. Traduciamo questa chiamata con l’impegno di annunciare la potenza gioiosa del Vangelo alle persone, alla città, a tutti coloro che vivono nel bisogno e nel disagio accresciuti enormemente dalla crisi pandemica che ha investito il mondo intero, a coloro che provengono da altre nazioni in cerca di lavoro e di solidarietà”.

“Abbiamo dinanzi grandi sfide, legate certamente alla situazione emergenziale in cui siamo a causa del covid-19, ma non possiamo dimenticare che la crisi sociale e morale del nostro tempo è una crisi di identità. Penso che la nostra comunità diocesana debba sentire come propria la chiamata ad essere soggetto di profezia per l’impegno in difesa del creato – della casa comune, nello spirito di Laudato si’ – e per la ricostruzione della convivenza pacifica e della fraternità tra i popoli, vivendo l’occasione della globalizzazione del bene e della solidarietà, come ci chiede l’enciclica Fratelli tutti”, conclude Ruzza.

I saluti di mons. Reali ai fedeli della Diocesi

Cari fratelli e sorelle,
le condizioni di salute, che tutti conoscete bene, e l’età che avanza, non mi permettono di continuare, come pure sarebbe mio desiderio, il servizio attivo per questa antica, bella e gloriosa Chiesa che, affidatami dal Santo Giovanni Paolo II, ho avuto l’onore di guidare e servire per quasi vent’anni. Valutando la situazione, ho ritenuto opportuno presentare le dimissioni, permettendo così la nomina di un nuovo Pastore.

Vi affido tutti al Signore, alla sua Santissima Madre e ai nostri Santi Patroni, mentre raccomando a tutti, sacerdoti, religiosi e laici, di custodire il prezioso dono della fede e l’unità nella carità fraterna. Come abbiamo ricordato nell’anno giubilare del 9° centenario dell’unione delle Diocesi di Porto e di Santa Rufina, il dono e l’impegno più importante è quello dell’unità, nella verità e nella carità.

Ricordo che quando fu sollevato dalla guida pastorale della Diocesi, conformemente al Motu Proprio Suburbicariis Sedibus, il Cardinale Eugenio Tisserant, di venerata memoria, esclamò: “un padre resta sempre padre e non può dare le dimissioni!”. Intendo anch’io conservare il vincolo spirituale che mi lega a questa Chiesa che ho amato e servito con tutte le forze. Vi porterò con me e l’assenza del peso della responsabilità mi permetterà ancor più di ricordarvi tutti nella preghiera.

Desidero anche esprimere la mia gratitudine verso i sacerdoti, religiosi e i laici che hanno compreso e condiviso il cammino ecclesiale e l’impegno apostolico; un particolare ringraziamento va ai miei più stretti collaboratori; grazie a tutti coloro che mi sono stati vicino nel periodo più duro della malattia.

Vi esorto ad accogliere con rispetto ed obbedienza l’Amministratore Apostolico Monsignor Gianrico Ruzza, al quale rivolgo il mio fraterno saluto insieme all’augurio di accompagnare e custodire questa nostra Chiesa, sotto la paterna guida del Cardinale titolare Beniamino Stella, mentre attendiamo insieme con fiducia l’arrivo del nuovo Pastore.

Il “grazie” del Sindaco di Fiumicino

Apprendo con dispiacere delle dimissioni di mons. Gino Reali da vescovo della diocesi di Porto-Santa Rufina, di cui Fiumicino fa parte. Ho avuto modo di parlare personalmente con mons. Reali per porgergli i saluti e i ringraziamenti miei personali, dell’amministrazione comunale e di tutta la città per il lavoro svolto come guida spirituale della comunità in questi 19 anni”, il commento del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino.

“In questi anni, c’è sempre stato un ottimo rapporto tra l’amministrazione e la diocesi e il vescovo è sempre stato presente nei momenti più importanti dell’evoluzione della città – conclude il sindaco – . Auspico che lo stesso avvenga con chi, adesso, assumerà la guida della diocesi. A mons. Reali i nostri migliori auguri per la sua salute, il cui stato lo ha portato a questa decisione, e perché nei prossimi anni possa godersi un po’ di riposo”.

(Il Faro online)