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Tradito dai controlli anti-Covid: pedofilo arrestato dalla Polaria di Fiumicino

Deve scontare 7 anni di carcere per abusi su una ragazzina

Fiumicino – Approfittando del rapporto di amicizia fra vicini di casa, un romano di 73 anni, per diversi mesi avrebbe molestato una bambina che all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2016, aveva 13 anni. Dopo una serie di lunghe indagini capillari, condotte dalla Polizia giudiziaria della Polizia di frontiera aerea di Fiumicino e diversi processi, è scattato l’ordine di arresto nei suoi confronti per violenza su minore, con una condanna definitiva a 7 anni di carcere. Il pedofilo però, si era reso irreperibile al suo indirizzo di residenza, in una nota località balneare del litorale romano. A tradirlo, nei giorni scorsi, è stato un ordinario controllo sanitario anti-covid.

L’uomo, infatti, si era recato presso una struttura sanitaria del litorale romano per sottoporsi alle analisi di rito. Ma ad attenderlo, mentre questi era in fila per entrare nel padiglione sanitario, ha trovato gli investigatori della polizia giudiziaria diretti dal commissario Fernando Speziali, che lo hanno subito arrestato e condotto in carcere. Le indagini era state avviate nel 2016, dopo la denuncia nei suoi confronti da parte dei genitori della vittima.

Secondo quanto è emerso dall’inchiesta, la mamma della minorenne, al sesto mese di una gravidanza a rischio, essendo impossibilitata ad accompagnare la propria figlia a scuola, così come il suo papà, per motivi di incompatibilità con i suoi orari lavorativi, si sarebbero affidati proprio al loro “amico” vicino di casa, con cui già da alcuni anni avevano instaurato un rapporto di fiducia e stima. Al punto tale da affidargli proprio il compito quotidiano di accompagnare la loro bambina in auto, a volte riprenderla, dal plesso scolastico distante una manciata di chilometri dalle loro rispettive abitazioni.

Ad insospettire i suoi genitori era stato lo strano e improvviso comportamento assunto in casa dalla giovane, che soltanto dopo lunghi colloqui con la propria mamma, con grande sforzo e tante lacrime, avrebbe confessato tutto. Inevitabile anche il ricorso ad un lungo periodo di supporto psicologico alla minorenne. (fonte Ansa)

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