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Covid-19, l’appello del Papa: “Serve un internazionalismo dei vaccini: sospendere i brevetti”

Il monito del Pontefice: "Stop al virus dell’individualismo, basta indifferenza. Legge di mercato non prevalga sulla salute"

Città del Vaticano – Un nuovo appello di Papa Francesco per l’accesso universale al vaccino anti Covid e la sospensione dei brevetti per favorire la distribuzione “a tutti” dei vaccini arriva in un videomessaggio inviato ai partecipanti al “Vax Live: The Concert To Reunite The World”, concerto benefico organizzato da Global Citizen per sostenere la distribuzione globale equa dei vaccini.

papa francesco mascherina covid-19

“Dio Creatore infonde nei nostri cuori uno spirito nuovo e generoso per abbandonare il nostro individualismo e promozione del bene comune: uno spirito di giustizia che ci mobilita per garantire l’accesso universale al vaccino e la sospensione temporanea dei diritti di proprietà intellettuale; uno spirito di comunione che ci permette di generare un modello economico diverso, più inclusivo, giusto e sostenibile”, ammonisce il Pontefice nel video, diffuso in lingua spagnola proprio nel giorno in cui in Vaticano altri 300 poveri vengono vaccinati grazie all’iniziativa dell’Elemosineria Apostolica “Vaccino sospeso” (leggi qui).

“Un cordiale saluto da questo anziano, che non balla e non canta come te, ma che crede insieme a te che l’ingiustizia e il male non sono invincibili – esordisce il Papa nel videomessaggio -. Il coronavirus ha causato morte e sofferenza, colpendo la vita di tutti, soprattutto dei più vulnerabili. Ti prego di non dimenticare i più vulnerabili. Non dimenticare il limite. Inoltre, la pandemia ha contribuito ad aggravare le crisi sociali e ambientali esistenti, come ci ricordate sempre voi giovani. E fate bene a ricordarlo”.

“Di fronte a tanta oscurità e incertezza – osserva Francesco – sono necessarie luce e speranza. Abbiamo bisogno di percorsi di guarigione e salvezza. E intendo una guarigione delle radici, che guarisce la causa del male e non rimane solo nei sintomi. In queste radici malate troviamo il virus dell’individualismo, che non ci rende più liberi o più uguali o più fratelli, anzi ci rende indifferenti alla sofferenza degli altri”.

“Una variante di questo virus – mette in guardia Francesco – è il nazionalismo chiuso, che impedisce, ad esempio, un internazionalismo dei vaccini. Un’altra variante è quando mettiamo le leggi del mercato o della proprietà intellettuale sulle leggi dell’amore e della salute dell’umanità. Un’altra variante è quando creiamo e promuoviamo un’economia malata, che permette a pochi molto ricchi, a pochi molto ricchi, di possedere più del resto dell’umanità, e modelli di produzione e consumo distruggono il pianeta, la nostra ‘casa comune’. Queste cose sono interconnesse”.

Bergoglio ricorda ancora una volta che “la pandemia ci mette tutti in crisi, ma non dimentichiamoci che da una crisi non usciamo uguali, oppure ne usciamo meglio o peggio. Il problema è avere l’inventiva per trovare modi migliori. Dio, medico e salvatore di tutti, consola i sofferenti, accoglie nel suo regno coloro che sono già partiti. E chiedo anche a questo Dio per noi, pellegrini sulla terra, di concederci il dono di una nuova fratellanza, una solidarietà universale, che possiamo riconoscere il bene e la bellezza che ha seminato in ciascuno di noi, per rafforzare i vincoli di unità, di progetti comuni, di speranze condivise”.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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