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Il Comune vieta il kitesurf a Fregene: parte la diffida del Codacons

Il Codacons: "Decisione che danneggia gli appassionati di kitesurf e gli operatori locali. Se non sarà sospesa l'ordinanza, pronti a fare ricorso al tar"

Fiumicino – Il Codacons ha presentato oggi formale diffida al Comune di Fiumicino in cui si chiede di annullare con effetto immediato l’ordinanza balneare n. 21 del 30 aprile 2021, che inaugurerà la stagione estiva da sabato 15 maggio fino al 26 settembre, vietando per la prima volta l’attività di kitesurf nella zona E, compresa tra Focene e Fregene.

“Con tale ordinanza viene eliminata un’area dedicata al kitesurf presente da anni, non solo punto di riferimento di tanti amanti di tale sport che, dunque, si vedono privati della possibilità di esercitarlo in uno scenario a loro familiare, ma anche luogo utilizzato dagli operatori del settore che, dopo aver attraversato un lungo periodo di crisi dovuto all’emergenza da Covid, subiscono un altro blocco della loro attività, con probabili effetti irreversibili in termini di sostenibilità economica”, scrive il Codacons nella diffida.

“In particolare – prosegue -, ad essere gravemente danneggiati dall’ordinanza sono gli istruttori di kitesurf operanti sul luogo, nonché gli stabilimenti balneari (due quelli presenti nella zona) che vedono pregiudicata la propria attività a causa dell’eliminazione della possibilità di praticare uno sport molto apprezzato e seguito dai frequentatori della zona. Gli interessi delle categorie citate non possono essere ignorati dalla regolamentazione della stagione balneare 2021, come invece sembra essere illegittimamente avvenuto.

L’ordinanza, nella parte in cui esclude l’area di Fregene da quelle destinate al Kitesurf, appare illegittima sotto molteplici motivi. In primo luogo l’ordinanza sembra imporre l’esclusione dall’area da quelle dedicate al kitesurf in assenza di una motivazione che giustifichi tale scelta.

Invero, occorre rilevare che la situazione provocata dall’erosione costiera, fenomeno presente peraltro da anni nella zona e, sembrerebbe, non oggetto di particolare aggravamento in tempi recenti, non può in alcun modo incidere sulla possibilità di esercitare lo sport di cui si tratta sia perché lo stesso non ha alcun ruolo in relazione all’erosione, sia perché quest’ultima non influisce sulla sua praticabilità in condizioni di sicurezza”, si legge ancora nella diffida.

“Sotto questo profilo, pertanto, l’ordinanza appare immotivata, non specificando, peraltro, quali sarebbero le particolari cautele che rendono necessaria l’interruzione dell’attività di kitesurf rispetto al fenomeno dell’erosione”.

“In secondo luogo, l’ordinanza appare affetta da manifesta irragionevolezza sotto lo specifico profilo della violazione del principio di proporzionalità, in relazione al rapporto tra le esigenze pubbliche da soddisfare e l’incidenza sulle sfere giuridiche dei privati. La scelta di vietare totalmente il kitesurf nell’area risulta irragionevole ed illogica, oltre che irrazionale e sproporzionata, anche alla luce delle indicazioni regionali: l’amministrazione avrebbe dovuto valutare la possibilità di perseguire le finalità pubbliche della tutela dell’ambiente e dell’arenile mediante regole alternative al divieto assoluto dell’esercizio del kitesurf, ad esempio valutando se limitarlo in termini di orari o di collocazione specifica dell’area.

Per tali motivi il Codacons ha presentato una diffida al Comune di Fiumicino, dove si chiede di annullare l’ordinanza balneare 2021 e fornire all’associazione tutti gli atti che hanno portato all’abnorme decisione, pena un inevitabile ricorso al Tar per ottenere la sospensione del provvedimenti dinanzi la giustizia amministrativa”.

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